Donne per sempre

Redazione
10/12/2010

di Daniela Faggion Uomini disposti a tutto per una goccia d’amore? La crisi del maschio latino potrebbe non essere solo...

Donne per sempre

di Daniela Faggion

Uomini disposti a tutto per una goccia d’amore? La crisi del maschio latino potrebbe non essere solo un tormentone da talk show senza idee. Se le canzoni riflettono in qualche modo il periodo e la cultura del loro momento, tre cantautori italiani nati negli anni Sessanta, Jovanotti (1966), Biagio Antonacci (1963) e Ligabue (1960),  rischiano di fare testo rispetto alla crisi del maschio di mezza età. Come la sindrome di Peter Pan ha cominciato ad applicarsi sempre più spesso alle donne, così sempre più spesso gli uomini ammettono il bisogno di avere una donna al loro fianco, meglio se “coi pantaloni”, che poi eleggono la loro numero uno, quella insostituibile, da mettere sul piedistallo. Il primo a mandare in pensione la figura del macho che non deve chiedere mai è stato Big, l’eterno fidanzato di Carrie, la protagonista del telefilm cult Sex and the City, che dopo sette anni di tormento l’ha seguita a Parigi solo per dirle: «Baby, you’re the one». Ora è la volta dei tre artisti italiani.
«Considerando che l’amore non ha prezzo lo pagherò offrendo tutto l’amore che ho» dice Jovanotti (leggi l’articolo) nel suo ultimo singolo Tutto l’amore che ho. E non c’è da stupirsi. Un’immagine emblematica dell’attuale ribaltamento dei ruoli  «la regalano i supermercati», spiega a Lettera43.it Giampiero Gamaleri, titolare della cattedra di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’università Roma 3: «Sempre più spesso osservo uomini più o meno giovani che spingono il carrello per i lunghi corridoi dei centri commerciali, svolgendo con grande attenzione una funzione fino a poco tempo fa precipuamente femminile. Se è vero che nella politica e nel mondo del lavoro è ancora dominante il maschio, nei nuclei familiari la donna ha lasciato la posizione di inferiorità e ha sviluppato tutte le risorse necessarie per conciliare funzioni diverse, compresa quella del capo famiglia». Non solo.
Nella coppia più in generale chi apre e chi chiude i giochi è sempre più spesso la donna: «Se un tempo l’uomo era una conquista da conservare a tempo indeterminato» continua Gamaleri, «ora la donna accetta sempre meno i compromessi di situazioni che chiaramente non funzionano». Una più equa distribuzione del precariato sentimentale insomma. E in Italia questa evoluzione ha innescato un mix esplosivo: «L’arrivo di modelli culturali da società più evolute in questo tipo di dinamiche, come quelle nordamericane, si è sommata all’esasperata coscienza che le donne hanno raggiunto rispetto al loro potere seduttivo. Delle veline, per esempio, non si nota il degrado di una figura femminile seminuda, ma si apprezza la consapevolezza delle armi di conquista, soprattutto da parte delle ragazze più giovani». Non a caso Biagio nella suo ultimo singolo Buon giorno bell’anima dice: «Che paura mi fai…»

La vita di coppia come una partita a poker

Conquista, armi, strategie… se la coppia assomiglia sempre più a una partita a poker e la donna a uno scafato giocatore, dipende anche dalla progressiva crisi che ha conosciuto il ruolo del padre, soprattutto dopo il Sessantotto. «Il maschio non è più l’unico produttore di reddito e regole all’interno di una famiglia», ci spiega il dottor Franco Truzzi, psichiatra e psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza da quasi quarant’anni: «Questo non è di per sé un problema, perché in uno scenario ideale non dovrebbe esserci differenza fra chi stabilisce le regole. Purtroppo però le coppie sono sempre meno salde e il risultato è un deficit di autorevolezza che produce adolescenti sempre più frastornati e deboli». Certo, Liga, Biagio e Jovanotti non sono esattamente dei ragazzini, ma rientrano perfettamente nella generazione che ha ricevuto in pieno l’onda d’urto di modelli culturali “rivoluzionati”.
«Un tempo, l’adolescenza» continua Truzzi «era segnata da rituali di passaggio che al giorno d’oggi arrivano sempre più tardi: “l’iniziazione” a uomo arriva quando si amministrano giovani vite e si curano i propri anziani, visto che ormai si rimane in casa con mammà oltre i 30 anni. Se poi si conta che il ragazzo che esce di casa tardi si confronta con coetanee che non rientrano minimamente nel modello di donna che hanno visto in casa, si capisce bene che la crisi è in agguato». E per fortuna ci sono le donne forti, le number one a cui appoggiarsi. «Eri solo da incontrare ma tu ci sei sempre stata», canta Luciano Ligabue in Ci sei sempre stata.