Per l’Orologio dell’Apocalisse alla fine del mondo mancano 90 secondi

Redazione
24/01/2024

Il Doomsday Clock, che dal 1947 calcola quanto manca alla fine dell'umanità, è stato reimpostato sull'orario del 2023. A preoccupare il Bullettin of the Atomic Scientist sono soprattutto la crisi climatica, la minaccia nucleare, le guerre in Ucraina e Medio Oriente e le incognite dell'Ia.

Per l’Orologio dell’Apocalisse alla fine del mondo mancano 90 secondi

Mancano solo 90 secondi alla fine del mondo. Come nel 2023. A dirlo è il Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse che dall’anno della sua invenzione, il 1947, indica quanto resta da vivere all’umanità. Più la lancetta dei minuti si sposta verso la mezzanotte, più la fine si avvicina. All’inizio fu impostato a 7 minuti dal disastro. Poi, nel 2019, ha raggiunto i 2 minuti che, nel 2020, sono diventati 100 secondi fino ai 10 secondi in meno del 2023 e del 2024. Ovviamente il countdown è simbolico. Significa che negli ultimi due anni sono aumentati i rischi per la Terra e per l’umanità. Se quando l’Orologio è stato inventato ciò che preoccupava maggiormente era la bomba a idrogeno, nel 2024 allarmano soprattutto le guerre in corso – in Ucraina e in Medio Oriente – le armi nucleari, le minacce biologiche, la crisi climatica e le conseguenze di un uso impoprio dell’intelligenza artificiale.

Gli esperti calcolano il tempo sulla base di dati scientifici 

Il tempo che divide il Pianeta dall’Apocalisse viene stabilito dal Bullettin of the Atomic Scientist, organizzazione di fisici atomici fondata nel 1945 da Albert Einstein e patrocinata dall’Università di Chicago che raccoglie notizie, aggiornamenti e ricerche in ambito scientifico, trattando i temi della sicurezza globale e delle politiche pubbliche a scopo informativo. Il 1991, finora, risulta essere stato l’anno migliore: la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Urss fecero guadagnare al mondo ben 17 minuti di vita. I 90 secondi del 2023 confermati nel 2024, quindi, dimostrano quanto oggi non ci sia tempo da perdere. «L’aver reimpostato l’orologio a 90 secondi a mezzanotte non è un’indicazione che il mondo è stabile. Piuttosto il contrario», ha spiegato Rachel Bronson, presidente e Ceo del Bollettino degli scienziati atomici. «È urgente che i governi e le comunità di tutto il mondo agiscano».