Doping, la resa di Armstrong

Redazione
24/08/2012

Choc Lance Armstrong: ha gettato la spugna, per sfinimento. L’ex ciclista statunitense ha annunciato il 24 agosto non volersi più...

Doping, la resa di Armstrong

Choc Lance Armstrong: ha gettato la spugna, per sfinimento.
L’ex ciclista statunitense ha annunciato il 24 agosto non volersi più difendere dalle accuse che gli sono state mosse dall’agenzia americana anti-doping Usada.
Dopo essersi visto respingere l’ennesimo ricorso, Armstrong ha detto stop pur continuando a ribadire la sua totale estraneità ai fatti di cui è accusato.
Una decisione inaspettata e che potrebbe costargli cara.
SETTE TOUR E RADIAZIONE. In gioco ci sono i suoi sette Tour de France, conquistati tra il 1999 e il 2005, e la radiazione a vita dal mondo del ciclismo.
«TORNO A OCCUPARMI DI CHI SOFFRE». L’annuncio è arrivato con una nota sul sito del campione texano: «È l’ora di dire basta. Quando è troppo è troppo. Io so chi ha vinto quei sette Tour. Nessuno può cambiarlo, soprattutto Travis Tygart, numero uno dell’Usada. Tornerò a fare quello che ho iniziato prima di vincere il primo Tour: aiutare le famiglie colpite dal cancro».
TYGART: «GIORNO TRISTE PER LO SPORT». La replica di Tygart non ha tardato ad arrivare. «È un giorno triste per tutti quelli che amano lo sport. Questo è un esempio che spezza il cuore di come la cultura dello sport del vincere a tutti i costi, se non controllata, supera la giusta, sicura e onesta competizione».

I titoli, la malattia, il ritorno: ora può perdere tutto

La storia di Lance Armstrong sembra tratta dalla sceneggiatura di un film.
Le stimmate del predestinato, con la conquista del campionato del mondo di Oslo a soli 22 anni, nel 1993.
La vittoria di tappa al Tour de France nel 1995 dedicata all’amico Fabio Casartelli, scomparso tre giorni prima dopo una caduta fatale sulle discese dei Pirenei.
CANCRO E RESURREZIONE. Poi, solo un anno dopo, il cancro e la conseguente resurrezione.
La trasformazione in ciclista da corse a tappe e il conseguente dominio sulla Grande Boucle, la regina delle corse francese.
Nel mezzo, i sospetti di doping.
L’Usada che ha aperto una procedura formale nei confronti di Armstrong in giugno.
CAMPIONI DI SANGUE DEL 2009. Una documentazione di 15 pagine in cui l’agenzia affermava di essere in possesso di prove contro il ciclista.
Fra queste campioni di sangue prelevati al ciclista nel 2009 e nel 2010 «perfettamente compatibili con manipolazioni sanguigne, incluso l’uso di Epo o di trasfusioni», si leggeva nella notifica delle accuse mosse ad Armstrong.
L’Usada precisava inoltre di avere «numerosi corridori che testimonieranno in base alla loro conoscenza personale, acquisita guardando Armstrong mentre si dopava o tramite ammissioni» dell’ex ciclista.
Che ora si è stufato, defilandosi.
E i suoi trionfi rischiano così di andare in fumo.