Perché Fabrizio Corona deve tornare in carcere

Perché Fabrizio Corona deve tornare in carcere

28 Gennaio 2019 18.50
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Fabrizio Corona deve tornare in carcere perché avrebbe commesso una serie di reati e violazioni del programma terapeutico iniziato a nel 2018 come l'essersi presentato il 10 dicembre 2018 nel cosiddetto "boschetto della droga" di Rogoredo, fingendo addirittura di comprarne, mentre ha il divieto di frequentare tossicodipendenti. Per questi motivi la procura generale di Milano con l'avvocato generale Nunzia Gatto ha presentato un'altra richiesta alla Sorveglianza di revoca dell'affidamento terapeutico.

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Il 28 gennaio, davanti ai giudici della Sorveglianza (presidente La Rocca, relatore Calzolari), è stata discussa, invece, un'altra richiesta dell'avvocato generale Gatto, ossia quella di sospendere l'esecutività dell'ordinanza con cui i giudici, il 30 novembre, hanno confermato l'affidamento terapeutico concesso all'ex "re dei paparazzi", difeso dal legale Antonella Calcaterra, malgrado una precedente richiesta di revoca della misura alternativa al carcere sempre della procura generale. In sostanza, la procura generale ha fatto ricorso in Cassazione contro quella decisione (deve essere ancora fissata l'udienza) e nel frattempo ha chiesto di sospendere l'esecutività del provvedimento, ma se arrivasse l'ok del tribunale, Corona resterebbe comunque in affidamento, anche se provvisorio.

UNA SORTA DI "ISTIGAZIONE A DELINQUERE"

Diversa, invece, la nuova richiesta di revoca dell'affidamento che, se accolta (udienza di discussione ancora da fissare), riporterebbe l'ex agente fotografico in carcere. In questa richiesta l'avvocato generale Gatto ha messo in luce una serie di "fatti successivi", tra reati e violazioni, rispetto a quelli già discussi nell'udienza che portò alla conferma dell'affidamento. Tra questi, appunto, l'episodio del "boschetto della droga" di dicembre, quando Corona lamentò anche di essere stato aggredito mentre stava realizzando un servizio per una trasmissione televisiva. Secondo la procura generale, Corona non poteva stare là a fingere di comprare droga, in una sorta di "istigazione a delinquere", avendo poi il divieto di frequentare tossicodipendenti.

ESTORSIONE E BANCAROTTA, PARTI OFFESE NON RISARCITE

Una relazione dei carabinieri su questi fatti è stata trasmessa in procura e ai giudici della Sorveglianza. Tra i vari punti, invece, messi in rilievo nella richiesta di sospensiva le numerose violazioni, secondo il pg, dell'affidamento in prova terapeutico, ma anche delle misure di prevenzione per 35 mila euro incassati per un'ospitata e non dichiarati, oltre alle presunte diffamazioni di un magistrato e di Ilary Blasi (non è stato però querelato). In più non ha mai risarcito, secondo la procura generale, le parti offese dei reati commessi di estorsione e bancarotta.

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