Droga: morto 19enne a Bologna

Redazione
11/10/2010

Un diciannovenne di Carpi, Enrico Rumolo, è morto nelle prime ore di domenica dopo una nottata al circolo Arci “Skynlab”...

Droga: morto 19enne a Bologna

Un diciannovenne di Carpi, Enrico Rumolo, è morto nelle prime ore di domenica dopo una nottata al circolo Arci “Skynlab” di Bologna.
Nel riportare la notizia l’11 ottobre, le agenzie di stampa italiana hanno precisato che il giovane si era sentito male verso le 4 di mattina di domenica 10: trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, il diciannovenne è stato ricoverato in rianimazione in condizioni disperate.
Oltre allo shock subito dal cuore il ragazzo presentava una vasta infezione che aveva intaccato fegato e reni. Dalle analisi è risultato che aveva ingerito una enorme quantità di droga: ketamina, anfetamina ed ecstasy, oltre che alcol.
I medici, vista la velocità abnorme dell’infezione, hanno lanciato l’allarme: in giro potrebbe esserci una partita di droga letale.

Giovanardi: intensificare misure antidroga. 

«Non ci stancheremo mai di lanciare l’allarme sulla micidiale pericolosità di ogni tipo di droga», sottolinea Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla lotta alle tossicodipendenze, «come l’ultimo episodio di cronaca, purtroppo per l’ennesima volta, dimostra». E aggiunge che il moltiplicarsi delle azioni del dipartimento per le Politiche antidroga «devono essere supportate da tutti coloro che possono avere influenza sui giovani, emarginando con decisione chi ancora insiste nel minimizzare i pericoli della droga o addirittura sostiene che con la droga è possibile convivere».

L’Arci: «Pronti ad assumerci le nostre responsabilità».

Il presidente dell’Arci di Bologna, Stefano Brugnara, ha espresso vicinanza ai genitori del deceduto e si è inoltre dichiarato pronto ad assumersi le proprie responsabilità qualora venisse accertato un coinvolgimento del locale dove il giovane ha assunto il cocktail letale. «Questa volta qualcosa di enorme ci ha travolto, qualcosa di terribilmente più grande di noi», si legge in una nota, aggiungendo che «un senso di impotenza ci sovrasta».