«Due Csm e una legge sulle intercettazioni»

Redazione
23/12/2010

Silvio Berlusconi a tutto campo. Durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta la mattina del 23 dicembre il...

«Due Csm e una legge sulle intercettazioni»

Silvio Berlusconi a tutto campo. Durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta la mattina del 23 dicembre il premier ha affrontato tutte le tematiche care al governo. «Non mi sono preparato per questo incontro, ieri c’erano molti problemi urgenti legati al milleproroghe. Molte sono le richieste e si vorrebbe dire di sì, ma non sempre si può farlo», ha iniziato il premier a partire dalla recente fiducia ottenuta in Parlamento: «Posso governare e sono sicuro di poter ampliare la maggioranza». E respinge ogni riferimento sul calciomercato dei parlamentari. «Non c’è mai stato e nessuno ha promesso posti ha chi ci ha appoggiato». E non è mancato un affondo su Gianfranco Fini e il gruppo di Futuro e Libertà: «Senza di loro sarà più facile portare a termine la riforma della giustizia» ha detto.
Berlusconi ha poi subito parlato della riforma universitaria: «Abbiamo ottenuto grandi risultati. Non è vero che non c’è stato dialogo con gli studenti, ci sono stati almeno 100 incontri e il ministro Gelmini ha incontrato tutti rettori. Una volta che i ragazzi conosceranno i contenuti di questa rivoluzione della riforma capiranno che non c’è nulla di negativo. Non è un castello di promesse impossibili come fu quella del ’98, è una riforma di cui possiamo essere orgogliosi».
INTERCETTAZIONI. Parlando della riforma della giustizia che il governo intende fare, il premier ha detto: «Distingueremo l’ordine dei magistrati giudicanti e inquirenti, ci saranno due Csm, ci sarà la legge sulle intercettazioni telefoniche e via di questo passo».
Per quanto riguarda L’Aquila, ha detto: «Il motivo del mio ritardo è che questa mattina ho incontrato a palazzo Chigi alcuni rappresentanti delle imprese dell’Aquila per discutere della restituzione delle tasse dovute. Io spero di poter spostare dal primo di gennaio al primo luglio il termine di pagamento delle imposte per poter dare la possibilità alle imprese e all’economia di quel territorio».
Sui rumors legati al cambio del nome del partito e di un ritorno a Forza Italia, ha risposto: «Lo escludo, non si torna all’indietro ma voglio unire le forze dei moderati. Il nuovo norme serve sia per le pretese sul nome di Fli, sia perché Pdl non suscita emozioni»
Per la riforma fiscale il lavoro «non sarà breve né facile» ma sarà un lavoro necessario. E annuncia una riforma sulla «selva di leggi che in 40 anni si sono accavallate rendendo difficilissimo il lavoro degli stessi professionisti. Da qui deriva una quantità di cause da parte dell’erario per l’incertezza dell’interpretazione delle leggi».
RIFIUTI. Anche sull’emergenza rifiuti in Campania, il premier ha voluto difendere l’operato del governo: «Ho il fondato timore che ci sia una manovra politica e che faccia comodo a qualcuno far credere che l’intervento del governo sui rifiuti a Napoli non sia stato risolutivo quando lo facemmo. Sono personalmente convinto che ci sia una volontà precisa per dimostrare urbi e orbi questo, altrimenti non si spiegherebbero le difficoltà che sorgono sempre».
LE MINISTRE. Non poteva mancare il riferimento a quanto accaduto negli ultimi mesi con le sue ministre. «Confermo la mia stima e la mia fiducia sia alla Prestigiacomo che alla Carfagna e poi la capacita delle donne è quella di andare dritte alla soluzione, quindi alle donne va sempre dato più spazio in politica», ha affermato il premier. Che ha poi elogiato la passione con la quale il ministro Prestigiacomo ha difeso il 22 dicembre le sue idee minacciando di lasciare il Pdl: «Non c’é professione politica, non attitudine al compromesso, ma tanta tanta passione, dedizione e idealità nel lavoro che si fa. E può succedere che chi crede fino in fondo in ciò che sta facendo si scontri con i fatti concreti o atteggiamenti utilitaristici che cercano il consenso. E allora la passione prevale sul ‘mestiere’ di chi fa politica».