Siria, da Duma al raid: le tappe dell’escalation

14 Aprile 2018 10.29
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Il raid di Usa, Gb e Francia che nella notte tra il 13 e il 14 aprile ha colpito – secondo fonti occidentali – almeno tre siti siriani, due a Homs e uno a Damasco arriva in risposta all'attacco di Duma del 7 aprile scorso nel quale – è l'accusa – il regime di Bashar al Assad avrebbe usato armi chimiche uccidendo più di 40 persone.

LE GIUSTIFICAZIONI DI USA, FRANCIA E UK. «Ho ordinato all'esercito degli Stati Uniti di lanciare attacchi di precisione contro obiettivi associati al potenziale di armi chimiche del dittatore siriano Bashar al Assad», ha dichiarato Trump. Parigi, annunciando il raid, ha confermato di essere in possesso di prove dell'uso di armi chimiche da parte di Damasco. E di aver agito per smantellare, ha detto Emmanuel Macron, «l'arsenale chimico clandestino del regime siriano». La premier britannica Theresa May ha rivendicato la scelta di partecipare all'attacco senza aspettare i risultati dell'indagine avviata sui fatti di Duma dall'Opac, l'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche. «Abbiamo fatto ogni sforzo nell'ultima settimana per valutare quanto accaduto sul terreno», ha detto in conferenza stampa, «e penso fosse importante agire una volta raccolte le informazioni che ci hanno portato a ritenere l'azione necessaria».

LA RISPOSTA RUSSO-SIRIANA. Il regime siriano dal canto suo ha negato le accuse. Mosca, alleata di Assad, ha rilanciato. «Gli Stati Uniti hanno usato un attacco chimico montato per condurre un raid in Siria», ha dichiarato Vladimir Putin. «Ancora una volta, proprio come un anno fa quando gli Usa attaccarono la base siriana di Shayrat, un attacco chimico costruito contro i civili è stato usato come pretesto, questa volta a Duma, un sobborgo di Damasco». Il presidente russo ha quindi ribadito che gli esperti militari non hanno trovato tracce di cloro o altri agenti chimici nella zona del presunto attacco con armi chimiche. Di più: l'attacco occidentale in Siria fa «deragliare», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, il lavoro dell'Organizzazione internazionale per la proibizione delle armi chimiche (Opac).

Per capire cosa ha portato Washington e alleati a bombardare la Siria, può essere utile fare un passo indietro. Ecco le tappe dell'escalation ricostruite dalla Bbc.

Perché Duma è stata bombardata?

Lo scorso febbraio, le forze del presidente Assad hanno lanciato l'assalto alla regione di Goutha. In marzo le truppe hanno diviso l'area in tre parti, la più estesa delle quali è proprio Duma dove vivono tra le 80 mila e le 150 mila persone. Mentre i gruppi delle altre aree si sono accordati per l'evacuazione dei ribelli nel nord del Paese, quello che controlla Duma – Jaysh al-Islam – avrebbe deciso di resistere. Il 6 aprile, nello stallo delle negoziazioni col governo di Damasco, sono ripresi i bombardamenti.

Cosa è accaduto il 7 aprile?

I bombardamenti su Duma sono continuati per due giorni prima del presunto attacco chimico. Gli attivisti del centro per la Documentazione delle violazioni (Vdc), che raccolgono prove delle infrazioni delle leggi internazionali nel Paese, hanno denunciato due attacchi dall'aviazione siriana con bombe contenenti sostanze tossiche. Il primo verso le 13 e 30 nel nord ovest della città, il secondo in serata poco più a est.

LE PRIME TESTIMONIANZE. Subito dopo il secondo attacco, più di 500 pazienti – la maggior parte donne e bambini – sono stati ricoverati, sempre secondo la Difesa civile siriana e altre organizzazioni sanitarie che operano nelle aree controllate dai ribelli, con sintomi collegabili all'esposizione di agenti chimici. I pazienti, secondo alcuni testimoni, mostravano «difficoltà respiratorie, avevano labbra e pelle bluastre, schiuma alla bocca, bruciature nelle cornee». Stessi segni che avrebbero presentato i cadaveri trovati sul posto.

I VIDEO DEGLI ATTIVISTI. Un gruppo di attivisti della città (Rivoluzione di Duma) hanno girato e pubblicato due video che mostravano cadaveri di civili trovati in un edificio probabilmente situato a sud ovest della Piazza dei Martiri. L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato di aver ricevuto dalle associazioni partner sul territorio la notizia di 43 morti con «sintomi coerenti con l'esposizione ad agenti tossici». Le stime delle vittime però variano. Secondo alcune organizzazioni sarebbero almeno 70, metre Bellingcat, un sito di giornalismo investigativo britannico, ha contato nei video messi in Rete almeno 34 cadaveri. Per l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede nel Regno Unito, i bombardamenti del 6 e del 7 aprile hanno ucciso almeno 100 persone, 21 delle quali sono morte per soffocamento. L'associazione però non è stata in grado di stabilire la causa di questi decessi.

Di quali sostanze tossiche si parla?

Per gli esperti è impossibile da video e foto stabilire se a uccidere i civili di Duma siano stati agenti chimici. Né tantomeno è possibile individuarne il tipo. L'unico modo per avere conferme è esaminare reperti in laboratorio. Al momento sia le Nazioni Unite sia le organizzazioni internazionali non sono in grado di entrare a Duma ancora sotto l'assedio delle forze governative.

LA MISSIONE OPAC. Una missione dell'Opac sta raccogliendo informazioni da ogni fonte disponibile. L'organizzazone ha inviato un team in Siria che avrebbe dovuto essere operativo a partire dal 14 aprile.

IPOTESI GAS NERVINO E CLORO. I caschi bianchi della Difesa civile siriana, un'organizzazione umanitaria di protezione civile formatasi durante la guerra civile, credono che i decessi siano avvenuti per soffocamento dopo l'esposizione a organofosfati, un mix di pesticidi e agenti nervini. La Union of Medical Care and Relief Organizations (Uossm) ha concluso che i sintomi sono coerenti con l'esposizione a gas nervino, probabilmente mescolato al cloro. Quest'ultimo poi sarebbe stato usato per nascondere l'uso di sarin.

PARIGI: CI SONO INFORMAZIONI AFFIDABILI. Ha meno dubbi il presidente francese Macron che il 12 aprile ha confermato l'uso anche di cloro, senza però specificare quale altro agente sia stato utilizzato. Il 14 aprile la Francia Jean Yves Le Drian ha precisato che la Francia ha «informazioni affidabili» (leggi il documento) sull'attacco contro gli insorti di Duma. Tali informazioni, open source e da fonti dell'intelligence, «mostrano che sono le forze armate siriane ad aver diretto l'operazione». Alla domanda se ci siamo prove di un ordine partito dai vertici delle forze armate di Damasco, Le Drian ha risposto: «Tutto ci lascia pensare che sia andata proprio così», anche se «al momento non è stabilito che sia stato il presidente siriano in persona ad aver dato l'ordine». Gli Usa hanno parlato genericamente di un «agente asfissiante» e di un agente nervino di qualche tipo. Fonti statunitensi anonime hanno riportato alla Nbc News che i test eseguiti su sangue e urine suggeriscono «la presenza di cloro e agente nervino».

Damasco e Mosca negano

Damasco ha ripetutamente negato di aver mai usato armi chimiche e ha puntato il dito contro i ribelli. Per il rappresentante siriano presso l'Onu Bashar al-Jaafari le potenze occidentali si sarebbero servite di false accuse a Damasco per preparare un'aggressione, come gli Usa e il Regno Unito fecero nel 2003 in Iraq.

«CAMPAGNA RUSSOFOBA». Sulla stessa lunghezza d'onda Mosca. Il 13 aprile il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha affermato di avere prove inconfutabili che dietro l'attacco di Duma ci siano i servizi di uno Stato «in prima linea nella campagna contro il Cremlino». Il riferimento al Regno Unito è stato esplicimato dal portavoce del ministero della Difesa Igor Honashenkov. Mentre il 9 aprile Vassily Nebenzia, ambasciatore russo all'Onu, aveva assicurato che nei campioni di suolo prelevati a Duma da esperti militari russi non erano presenti tracce né di agenti nervini né di sostanze contenenti cloro.

Le reazioni internazionali

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha avvisato che l'uso confermato di armi chimiche – da parte di Damasco o dei ribelli – è da considerarsi «ripugnante e una chiara violazione delle leggi internazionali». Trump il 9 aprile ha parlato di un «atroce attacco con armi chimiche vietate sulla popolazione siriana». Due giorni dopo ha definito in un tweet Assad un «animale che uccide col gas» e ha minacciato la Russia di un attacco imminente.

Macron ha assicurato che la Francia avrebbe «debellato la capacità chimica del regime», ma evitando una escalation che avrebbe minato la stabilità della regione. Mentre Theresa May, il 12 aprile, ha definito l'attacco di Duma «scioccante e barbaro» e ha dichiarato che c'era un'alta probabilità che Damasco ne fosse responsabile.

Quando sono state usate le armi chimiche?

Nell'agosto 2013, testate contenenti sarin furono utilizzate contro alcune aree controllate dai ribelli a Ghouta. Gli esperti delle Nazioni unite confermarono l'uso del gas tossico.
L'Occidente sostenne che solo il regime di Damasco avrebbe potuto essere responsabile. Assad anche in quel caso negò le accuse ma accettò di firmare la convenzione sulle armi chimiche e distruggere l'arsenale in suo possesso.

L'ATTACCO DELL'APRILE 2017. Per gli esperti di una missione congiunta Onu-Opac le forze governative avrebbero usato il sarin in un attacco del 4 aprile 2017 a Khan Sheikohoun in cui morirono 80 persone. Damasco smentì le accuse ma gli Stati Uniti bombardarono una base siriana come rappresaglia. La missione Onu-Opac denunciò inoltre l'uso di cloro in almeno tre occasioni durante la guerra civile (leggi anche: armi chimiche, nuove prove inchiodano Assad).

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