Dunque gli immigrati non vanno bene nemmeno se si integrano

Paolo Madron
31/08/2017

Lo spezzino Cenerini (lista Toti) si lamenta su TripAdvisor della cameriera di colore col tipico costume ampezzano in un ristorante di Cortina. Forse per essere accettati gli stranieri devono "smacchiarsi"?

Dunque gli immigrati non vanno bene nemmeno se si integrano

Fossi un leghista, un giornalista di Libero o comunque uno del partito che gli immigrati meglio stiano a casa loro, o se proprio vengono da noi devono adeguarsi a leggi, usi e costumi del Paese che li accoglie, mi arrabbierei molto con quel politico di La Spezia (lista Toti) e il suo commento su TripAdvisor.

UNA VENTENNE IN ITALIA DA 15 ANNI. Il fatto è su tutti i giornali: Fabio Cenerini, così si chiama il protagonista dell’illuminante episodio, va a cena in un ristorante nei dintorni di Cortina dove il personale veste il tipico costume ampezzano. Tra loro c’è anche una cameriera di colore, una ragazza di 20 anni arrivata in Italia che ne aveva cinque.

Finita la cena Cenerini, che si professa appassionato gourmet, posta il suo giudizio sul sito che fa recensire i ristoranti dai clienti. «Sinceramente non ho apprezzato una persona di colore a servire con un costume parzialmente ampezzano (il parzialmente fa capire che lui dev’essere un fine esperto di folklore locale, ndr)», scrive il nostro. «Se fossimo in un ristorante internazionale a Milano sarebbe diverso, ma sarebbe come andare in Marocco e in un ristorante tipico invece di trovare un marocchino che serva in tavola in abito tradizionale, ci trovassi un tedesco biondo vestito da marocchino. Assurdo!».

SPEDIAMO I BIONDI IN GERMANIA. La logica di Aristotele era nulla di fronte a cotanto ragionamento, che tuttavia si presta a qualche osservazione. Per esempio: come la mettiamo se il cameriere con costume marocchino che serve al ristorante di Marrakesh per via della mamma che in gioventù si era innamorata di signore di Amburgo lì in vacanza fosse uscito alto e biondo? Lo spediamo in Germania, gli vietiamo di abbigliarsi con il costume tipico, lo mettiamo a servire in un franchising della birreria Paulaner che ce ne sarà sicuramente una anche in Marocco? (A proposito, ho mangiato in quella di Shanghai ma che orrore tutte quelle cinesi vestite come le cameriere dell’Oktoberfest).

Intervistato da la Repubblica Cenerini non recede di un millimetro: se il locale è tipico lo stesso deve essere per chi serve in tavola, il razzismo non c’entra. Certo, ci mancherebbe, il razzismo non c’entra, come ci viene un così disdicevole sospetto?

CI VUOLE UN'INTEGRAZIONE PIÙ STRONG. Eppure Cenerini avrebbe dovuto uscire da quella cena soddisfatto dal perfetto esempio di integrazione dello straniero che quelli della sua parte politica evocano ogni tre per quattro. Una donna di origine africana che non solo si è felicemente inserita nel Paese che l’ha accolta, ma ha fatto sue anche le tradizioni locali indossando senza colpo ferire un costume ampezzano. Ma forse l’integrazione che Cenerini e i suoi hanno in mente prevede anche lo smacchiamento della pelle per sancire la completa appartenente alla razza bianca. E poter così lavorare senza urtare la suscettibilità di alcuno in una trattoria di Cortina o della Val Brembana.

[mupvideo idp=”5558970815001″ vid=””]