È rumeno, niente trapianto di cuore

Redazione
23/08/2012

Il razzismo non conosce limiti, nemmeno di fronte a una vita da salvare. Chiedetelo al marittimo 52enne che si è...

È rumeno, niente trapianto di cuore

Il razzismo non conosce limiti, nemmeno di fronte a una vita da salvare. Chiedetelo al marittimo 52enne che si è visto negare il cuore che gli sarebbe spettato solo perché cittadino rumeno, sebbene imbarcato sulla nave di un armatore italiano.
A firmare il gesto e la cartella clinica è stato un cardiochirurgo di Padova, chiamato all’ospedale di Mestre per decidere del trapianto, ma che invece ha dato il nulla osta per il trasferimento in Romania, «per continuare le cure» e «mettersi in lista per il trapianto».
NON POTEVA VIAGGIARE. Un’eventualità particolarmente difficile per il paziente, attaccato a una macchina della circolazione extracorporea dopo essere sopravvissuto a un infarto e con una sola speranza: un’operazione che gli desse un cuore nuovo.
Per lui tornare in patria era semplicemente impossibile, perché trasportarlo con tutte le misure necessarie alla sua sopravvivenza comporterebbe un sforzo e un dispiegamento di mezzi enorme, e del tutto superfluo dal momento che la situazione si potrebbe risolvere benissimo in Italia.
Così da Mestre è stato trasferito a Udine, ricoverato lì, e operato il 21 agosto dall’equipe del professore Ugolino Livi. Ora può tornare a casa, con un cuore nuovo.
POLEMICA TRA GLI OSPEDALI. La questione ha sollevato un vero e proprio polverone all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove il medico padovano ha detto di non poterlo portare via con sé perché «stando alle indicazioni del Nord Italia Transplant, i cuori degli italiani vanno dati di preferenza agli italiani». Insomma, meglio lasciarlo morire.
La direzione dell’ospedale di Mestre ha immediatamente scritto una lettera ai colleghi di Padova, ma non prima di chiamare a Udine, dove si sono mostrati molto più disponibili, e l’hanno operato. Salvandogli la vita.
Il cardiochirurgo patavino invece è tornato nella sua città, e naturalmente ha chiesto all’ospedale di Mestre il rimborso spese per il viaggio. E il disturbo.