Economia, in testa Romney su Obama

Redazione
27/08/2012

A poco più di due mesi dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la maggioranza degli americani ritiene che il candidato...

Economia, in testa Romney su Obama

A poco più di due mesi dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, la maggioranza degli americani ritiene che il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Mitt Romney, abbia le ricette migliori per affrontare la crisi economica e la questione dell’elevato deficit rispetto all’attuale presidente, Barack Obama.
ROMNEY IN VANTAGGIO SULL’ECONOMIA. Secondo l’ultimo sondaggio della Orc International, commissionato dalla Cnn alla vigilia della Convention nazionale del partito repubblicano e reso noto il 27 agosto, sulla questione numero uno della campagna elettorale – come rilanciare crescita e occupazione – il 50% degli americani ha più fiducia in Romney, mentre Obama non va oltre il 46%.
L’ex governatore del Massachusetts conduce addirittura di dieci punti (52% a 42%) per quel che riguarda la via per ridurre il disavanzo.
OBAMA AVANTI SULLE QUESTIONI SOCIALI. Ecco perché il presidente ha tutto l’interesse di deviare il dibattito su altri temi. Anche perché Obama nel sondaggio guida sul fronte delle questioni sociali.
Il 59% degli elettori è convinto come l’attuale presidente porti avanti politiche migliori per quel che riguarda i diritti di gay e lesbiche, mentre il 53% pensa che Obama sappia affrontare meglio il delicato tema dell’aborto, contro un 40% che sostiene un Romney ultimamente in difficoltà su questi temi.
L’attuale inquilino della Casa Bianca conduce poi 51% a 44% sulla politica estera e 50% a 43% sulle politiche contro il terrorismo, grazie anche – spiegano i sondaggisti – all’effetto Bin Laden, la cui uccisione è uno dei fiori all’occhiello del primo mandato obamiano.
IN TESTA ANCHE SULLE TASSE. Anche sulle tasse, Obama raccoglie maggiori consensi, col 50% degli americani che lo appoggia sul progetto di aumentare le aliquote fiscali ai più ricchi.
In questo campo Romney, con la sua opposizione a tagli per i più benestanti, si ferma al 46%. Ma se si passa alle politiche per l’immigrazione, il candidato repubblicano torna a condurre di ben dieci punti (52% a 42%), mentre Obama raccoglie il gradimento della maggioranza sule politiche energetiche.
Infine la sanità, che per lunga parte della campagna elettorale è stata terreno di un duro scontro: ebbene, qui si registra un testa a testa, col presidente Obama avanti di un solo punto (49% a 48%).
Le Convention, quella repubblicana di Tampa (Florida) e quella democratica di Charlotte (North Carolina), saranno decisive per confermare o invertire questi risultati, che rendono il rush finale verso l’Election Day del prossimo 6 novembre più che mai incerto.