Mattarella batte sul tempo Macron che ora aspetta Xi Jinping

Mattarella batte sul tempo Macron che ora aspetta Xi Jinping

22 Marzo 2019 20.22
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La cena con un menù di alta cucina tradizionale nel salone delle feste, il meglio dell'Italia e soprattutto un tempismo che ci ha portato a essere i primi tra i Paesi Ue e tra le potenze economiche del G7 a firmare il piano Marshall della Cina, nuova economia leader del mondo – perché di questo si tratta quando si parla di Nuova via della Seta – battendo sul tempo anche la Francia di Emmanuel Macron. Il presidente della Repubblica francese attende il capo di Stato cinese senza lesinare i preparativi. Lo accoglierà in una dimora mozzafiato, a picco sul mare, con lo chef stellato dell'Eliseo e una cena a quattro sulla Costa azzurra. Ma intanto Sergio Mattarella è stato salutato come il primo leader europeo occidentale diventato partner di Pechino con Xi che ha definito squisita l'accoglienza di Roma. E il presidente della Repubblica, dopo le tante polemiche dall'estero, le critiche ingenerose degli alleati europei e le liti interne tra M5s e Lega, ha preso in mano direttamente il dossier e ha messo in chiaro le cose e una strategia netta. Nessuna volontà di deragliare dalla strategia economica Ue o dall'alleanza euro-atlantica ma, anzi, il tentativo di porsi come apripista per una nuova era nei rapporti tra Cina e Ue.

MATTARELLA TIENE LA BARRA DRITTA E DIVENTA APRIPISTA IN UE

La rotta del presidente Mattarella è stata sempre lineare, all'insegna di un multilateralismo e di un principio di equità, nella cooperazione tra i due Paesi, che il capo dello Stato cita più volte senza tralasciare, tra l'altro, il delicato nodo dei diritti umani. Ma su quel Memorandum in queste ore si è scatenato anche un mini-terremoto europeo. Con il presidente Emmanuel Macron pronto a mettere in campo, con Angela Merkel e Jean Claude Juncker, una sorta di controvertice a Parigi. Al Quirinale, tuttavia, non c'è alcuna volontà di ingigantire la mossa del presidente francese. Sul Memorandum, si sottolinea, l'Italia è al lavoro da tempo, nel rispetto della sua libertà d'azione ma senza intaccare né il patto europeo né l'alleanza euro-atlantica. Punto, sul quale, Mattarella ottiene il pieno accordo di Xi Jinping, che nel corso del bilaterale mette in chiaro un concetto: il suo approccio all'Europa non sarà come quello di chi si appresta a scegliere da "un menù alla carte" bensì nel rispetto dell'unità europea. Intanto però Macron ha detto Conte che serviva coordinamento europeo su quella firma e lo ha detto mentre si appresta a fare gli onori di casa al leader cinese.

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A Parigi attendono il capo della Repubblica Popolare per firmare sontuosi contratti (solo da finalizzare l'accordo per la vendita di 184 Airbus) . E il "tappeto rosso" viene spiegato dalla Francia – pur in un momento in cui la Cina viene definita "rivale sistemico" dell'Europa – ufficialmente con la ricorrenza del 55/o anniversario del riconoscimento della Repubblica popolare cinese da parte del generale Charles de Gaulle e l'allacciamento di relazioni diplomatiche tra Parigi e Pechino, nel 1964.

LA DIMORA GRECA, LA CENA MEDITERRANEA E GLI ACCORDI COMMERCIALI

Macron ha organizzato una cena presidenziale a quattro a Villa Kerylos – ricostruzione originale di una dimora della Grecia antica sulle rocce a picco sul mare di Beaulieu-sur-Mer -, ma anche un'agenda ricca preparata come sempre in queste occasioni soprattutto nelle stanze del ministero dell'Economia. Macron e Brigitte accoglieranno i due ospiti nonostante qualche voce si sia levata sull'opportunità di andare da Parigi a Nizza per una cena mentre Xi sarà comunque ricevuto il giorno dopo all'Eliseo. «Impensabile» non andare a ricevere il leader cinese, ha fatto sapere la presidenza, tanto più che una delegazione cinese in avanscoperta aveva eletto Villa Kerylos come sito "da adorare". Sul posto è già arrivato il patron delle cucine dell'Eliseo, lo chef Guillaume Gomez, che sarà affiancato da un collega "stellato" locale per una cena «mediterranea». La tradizionale riservatezza sugli accordi commerciali prima che siano firmati è stata confermata anche questa volta dall'Eliseo, che ha però lasciato intendere che non si tratta di intese trascurabili: «Ci saranno dei contratti stiamo negoziando e finalizzando la lista». Una settimana fa, Parigi aveva confermato di aver ricevuto da Pechino "segnali positivi" sulla possibilità di finalizzare, proprio in questa occasione, la megacommessa di 184 Airbus strappata nel gennaio 2018 in occasione della prima visita di Macron a Pechino da presidente.

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