Cosa c'è da sapere sulla nuova tassa sulle auto

Cosa c’è da sapere sulla nuova tassa sulle auto

06 Dicembre 2018 14.28
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Ha fatto litigare Movimento 5 Stelle e Lega e alla fine, dopo le proteste di industria e consumatori, la nuova ecotassa sulle auto inserita nella manovra finanziaria è stata modificata dai due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Chi dal 1 gennaio 2019 comprerà un'auto inquinante dovrà sborsare da 1.100 a 2.500 euro. Secondo un emendamento alla Finanziaria presentato dai relatori di maggioranza al Senato, le soglie, però al contrario di quanto dichiarato dal governo, toccano anche le macchine non di lusso. Allo stesso tempo sono previsti sconti fino a 6mila euro sulle auto meno inquinanti quelle che emettono da 0 a 20 g di C02 per chilometro.

1. TASSE E INCENTIVI SUGLI ACQUISTI DAL 1 GENNAIO 2019

La nuova imposta è una forma di copertura per gli incentivi per chi acquista auto a basse emissioni che costerebbero, secondo le prime stime, circa 300 milioni di euro. Ma la tassa potrebbe anche portare a «eventuali entrate eccedenti» da far confluire nel fondo per le esigenze indifferibili. L'emendamento approvato nella tarda serata di martedì 4 dicembre prevede infatti da una parte incentivi alle auto a basse emissioni, a gas, ibride o elettriche, e dall'altra l'introduzione di una nuova tassa «parametrata al numero dei grammi di biossido di carbonio emessi per chilometro, eccedenti la soglia di 160 CO2 g/km» per i nuovi acquisti realizzati dall'inizio dell'anno nuovo.

2. FINO A 2.500 EURO PER 250 GRAMMI DI EMISSIONI

Per i veicoli che emettono da 161 a 175 Co2 g/km, l'imposta è pari a 1.100 euro; il contributo sale a 1.600 per la fascia 176-200 Co2 g/km e si innalza a 2.000 per la fascia 201-250 Co2 g/km. Il conto più salato è per i veicoli che superano i 250 Co2 g/km ed è pari a 2.500 euro. Secondo un elenco stilato da Quattroruote nella prima fascia di veicoli rientrano anche i modelli Qubo, Doblò e la 500 L Cross della Fiat. Presenti nella lista anche veicoli Alfa Romeo, tra cui la Giulietta, e molto modelli Bmw, Jaguar e Ford.

3. IN UN PRIMO MOMENTO TRA LE FIAT NON SI SALVA NESSUNO

Nella prima versione della proposta, e guardando aii modelli Fiat riportati sul sito dell'azienda, la tassa non risparmiava quasi nessuno, né la Panda, né la 500X, tra i modelli praticamente più venduti in Italia. Della gamma Volkswagen non si salverebbe alcun veicolo. Come non sarebbe esente la piccola di casa Nissan, la Micra. Tra le city car sarebbero invece sotto gli standard quantificati dall'emendamento, quindi prive di aggravio, ad esempio l'Aygo della Toyota o la Peugeot 108.

4. MISURA SOSTENUTA DA M5S, LEGA MA ANCHE FORZA ITALIA E FDI

La nuova tassa sulle emissioni inquinanti delle auto riguarderà, così come delineata dall'emendamento alla manovra, non solo auto di grossa cilindrata ma anche molte utilitarie, a partire da uno dei modelli più diffusi in Italia, la Fiat Panda. Come ha rivendicato il sottosegretario allo Sviluppo economico ed esponente pentastellato Davide Crippa che ai cronisti ha spiegato i dettagli della misura e rivendicato la paternità, ponendo l'accento soprattutto sugli incentivi a favore delle auto ecologiche, la tassa sulle city car sarebbe targata M5s: «L'emendamento è della Lega», aveva spiegato Crippa in parlamento, «ma l'iniziativa è una cosa nostra». E però i leghisti hanno firmato e votato la proposta (31 le firme in tutto dei deputati giallo-verdi), con il sostegno anche di Forza Italia e Fratelli d'Italia come si legge nei resoconti parlamentari. A distanza di poco più di 24 ore e dopo lo stop arrivato da Matteo Salvini, in Transatlantico però gli stessi leghisti mostrano molti dubbi spiegando come la misura, a causa della tassa sulle auto più inquinanti, crei problemi all'intera filiera che, a partire dai concessionari del Nord, non ha nascosto le proprie contrarietà.

5. INSERITA ALL'ULTIMO, IL M5S CI LAVORA DA SETTEMBRE

La proposta di modifica è in effetti composta da due sezioni distinte e appare sui generis: una prima parte è relativa alla pesca e al fermo biologico ed era quella originariamente sostenuta dai leghisti, a cui si è aggiunto un nuovo articolo sul bonus-malus delle emissioni di CO2 per le nuove autovetture portato dai pentastellati in zona cesarini in commissione. Che la novità sia il frutto del lavoro dei cinquestelle lo ha d'altro canto raccontato sia martedì notte che ieri su Facebook anche il sottosegretario M5s Michele Dell'Orco: «Da settembre insieme a Davide Crippa ci stavamo lavorando. Vi assicuro che non è stato semplice, tra burocrazia e politica». E che oggi, dopo la frenata arrivata anche da Luigi Di Maio che ha annunciato l'apertura di un tavolo con i costruttori, sottolinea però la disponibilità a migliorare la misura.

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