Le ricadute dell’emergenza coronavirus su editoria e mercato del libro

Carmine Gazzanni
05/04/2020

La crisi ha messo in ginocchio l'intero settore. Tra punti vendita e tipografie chiuse, fiere sospese e consegne online bloccate. La voce degli editori e di Nicola Lagioia direttore del Salone di Torino.

Le ricadute dell’emergenza coronavirus su editoria e mercato del libro

Librerie chiuse, fiere sospese e programmazione saltata. Se c’è un settore che sta risentendo particolarmente dell’emergenza coronavirus, e dell’isolamento forzato a cui ci ha condannato, è quello dell’editoria.

Il che rivela anche il suo paradosso: proprio nel momento in cui cresce potenzialmente il tempo che potremmo dedicare alla lettura, con la moltiplicazione di consigli di classici e novità, è sempre più difficile reperire un libro e potrebbe esserlo ancora di più nelle prossime settimane soprattutto se – come pare – il governo dovesse decidere di prorogare le restrizioni ben oltre il 3 aprile.

I NUMERI DEL CROLLO DEL SETTORE

Sono i numeri, d’altronde, a rivelare il periodo di incertezza: già al 6 marzo l’Aie (Associazione Italiana Editori) dichiarava un crollo del mercato del libro del -25% con punte del -50% in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Percentuali nel frattempo salite, tanto che l’osservatorio della stessa associazione in questi giorni ha fatto una stima su base annua: 18.600 titoli pubblicati in meno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti. «A resistere», spiega a Lettera43.it Francesco Pedicini, responsabile commerciale di Atlantide Editore, che distribuisce in autonomia in oltre 400 librerie indipendenti, «è chi riesce a vendere dal proprio sito o dai grandi store online. Ma ora, per dire, anche Amazon è ferma».

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Brutta notizia per chi pensava di aggirare il problema delle librerie con gli ordini online: da questa settimana, infatti, il colosso del commercio 2.0 ha stoppato le consegne a causa delle restrizioni imposte dal governo, dopo un boom di vendite che negli ultimi giorni, dicono i ben informati, ha sfondato il 100% sul periodo precedente.

Nicola Lagioia, direttore del Salone del Libro (Ansa).

A RISCHIO SOPRATTUTTO LE CASE EDITRICI INDIPENDENTI

In una situazione di questo tipo progettare è praticamente impossibile. «Il primo lancio utile di libri», spiega ancora Pedicini, «è fissato al 9 aprile, ma non mi stupirei se dovessero arrivare nuove cancellazioni». Già, perché nel frattempo non solo i distributori ma anche le tipografie cominciano a sospendere i lavori. «Ed è un problema se si pensa che per la stampa di un libro occorrono mediamente tre settimane. Questo può significare che, per rivederne uno, bisognerà attendere questo lasso di tempo a partire da quando supereremo l’emergenza».

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Dello stesso avviso anche Tiziana Triana, direttore editoriale di Fandango Libri: «Il settore è terrorizzato. I nostri distributori e promotori ci aggiornano giorno dopo giorno dicendoci che non ricevono più merce in entrata. Noi abbiamo pubblicato l’ultimo libro il 12 marzo. Da allora è tutto fermo ed è impossibile programmare finché si vive in quest’incertezza». Il che può essere un grosso problema specie per le case editrici indipendenti, spesso legate a un sottile equilibrio tra fatturato e costi: «È ovvio che, se su 10 mesi di pubblicazioni, ne perdi due, ne risenti». Al di là del commercio online, per le case editrici resta fondamentale il commercio vivo dei librai: non sono pochi quelli che, per un certo periodo, hanno venduto libri facendoseli spedire direttamente a casa per poi consegnarli in bici o a piedi ai loro clienti. «Soprattutto per le case editrici indipendenti come la nostra, avere un rapporto privilegiato e diretto con i librai porta a un rapporto di stima e fiducia che va ben oltre la semplice vendita», fa notare Francesco Pedicini.

FIERE E SALONI CANCELLATI

A complicare le cose anche lo stop alle tante fiere in programma. La prima a cadere è stata la VI edizione del festival “I Boreali”, dedicato a letterature e culture nordiche, prevista a Milano al Teatro Franco Parenti dal 28 febbraio al 2 marzo. A seguire, l’XI edizione di “Libri Come”, la festa del libro e della lettura prevista dal 12 al 15 marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Infine è arrivato lo stop anche al Salone Internazionale del Libro di Torino, un evento che, spiega il direttore Nicola Lagioia, «secondo studi recenti dell’Università di Torino costa 4 milioni di euro ma muove tra i 30 e i 40 milioni, tra libri venduti, ristoranti, hotel e così via». Il Salone era previsto dal 14 al 18 maggio, ma a oggi è impossibile fissare una nuova data. «Esattamente come per le case editrici, si naviga a vista», nota Lagioia. «Siamo tutti sospesi. In attesa di una data certa a cui aggrapparci, una data in cui le nostre vite torneranno quelle di prima. Diventa difficile concentrarsi anche su altro: tutti siamo presi dall’emergenza, si parla solo di questa».

L’edizione 2019 del Salone del libro di Torino (Ansa).

Un quadro desolante, dunque, per il quale la stessa Associazione Italiana degli Editori ha chiesto aiuti specifici. «Non bisogna dimenticare», riflette ancora Lagioia, «che dopo il mondo del patrimonio artistico, quello del libro, per via delle migliaia di case editrici presenti in Italia, è il secondo settore della cultura per fatturato». Ma c’è ovviamente una ragione che va ben oltre anche l’aspetto economico. Come riconosciuto anche nella legge approvata poco più di un mese fa sulla promozione della lettura, si riconosce il libro quale «strumento per la crescita individuale e per lo sviluppo civile, sociale ed economico della nazione». E forse, commenta Lagioia, «editori e associazioni dovrebbero premere anche su questo con il governo per concepire aiuti mirati, in un settore peraltro dove abbondano lavoratori atipici e Partite Iva».

UNA NUOVA SFIDA PER L’E-BOOK

Non è detto, però, che anche dalla situazione più nera non si possa imparare qualcosa per il futuro. «Soltanto a emergenza finita», sottolinea Tiziana Triana, «potremmo per esempio capire se ora che anche Amazon sospende la consegna dei libri, comincerà un periodo fortunato per l’e-book che, di fatto, adesso è l’unica possibilità per chi voglia leggere un libro senza aspettare giorni e giorni». Non è un caso che tante case editrici stiano nelle ultime settimane proponendo un’offerta molto variegata. E che la stessa Amazon offra sul suo sito un carnet di e-book gratuiti per invogliare alla lettura digitale.

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LE INIZIATIVE CHE FIORISCONO SUI SOCIAL

«Nonostante tutto», precisa Triana, «il mondo della cultura ha risposto. Abbiamo imparato in questi 15 giorni di isolamento che la Rete, i social possono avere una funzione importante nella mediazione culturale. Basti pensare ai tanti consigli di lettura che autori, editori, librai pubblicano quotidianamente». O, ancora, al successo di alcune iniziative come il gruppo su Facebook “Scrittori a domicilio”, arrivato ormai a quasi 8 mila iscritti, o la pagina “Decameron – Una storia ci salverà” che conta 18 mila like, che organizza più volte al giorno vere e proprie presentazioni 2.0 di libri. Tutta questa eredità non andrà persa. «Quello che stiamo riscoprendo», conclude Triana, «è l’importanza della mediazione culturale. Quando tutto questo sarà finito, credo che ci piacerà tornare nelle librerie e chiedere consigli, riscoprendo il ruolo di Virgilio del libraio».