Stefano Caviglia

Edoardo Rixi: «La Tav si farà, la decisione è già presa»

Edoardo Rixi: «La Tav si farà, la decisione è già presa»

L' ex viceministro leghista al Mit non ha dubbi. E lo stesso vale per altre opere strategiche come la Brescia Padova, anche in caso di valutazione costi-benefici negativa. Con buona pace del M5s.

07 Giugno 2019 18.04

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L’accordo appena trovato fra Matteo Salvini e Luigi Di Maio sarà anche sufficiente a mantenere in piedi il governo di Giuseppe Conte, ma far coincidere le narrazioni di Lega e 5 stelle sul programma è un’altra cosa, a quanto pare molto più difficile.

MIT NEL MIRINO

Per fare emergere la distanza fra i due alleati basta fare due chiacchiere sul tema delle grandi opere con Edoardo Rixi, ex viceministro leghista del Mit che dopo la condanna a tre anni e quattro mesi nell’ambito del processo spese pazze in Liguria ha rassegnato le dimissioni a Matteo Salvini. Il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è proprio quello il cui titolare, il pentastellato Danilo Toninelli, potrebbe pagare il prezzo più alto della nuova intesa politica con un indesiderato addio alle armi.

«TUTTO PROCEDE SECONDO PROGRAMMI»

Forse anche per questo Rixi si pronuncia sui temi più delicati in modo esplicito e senza particolari riguardi per le resistenze dei grillini. A partire dall’alta velocità Torino-Lione. «Non c’è nessuno stop, e neppure una pausa di riflessione. Tutto procede secondo i programmi», assicura a Lettera43.it.

Edoardo Rixi, ex viceministro leghista al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

DOMANDA. Il mancato inserimento di questa materia nel decreto Sblocca cantieri non significa nulla?
RISPOSTA. Assolutamente no. I lavori per il tunnel dipendono interamente dalla società francese Telt che non ha bisogno di alcuna autorizzazione del governo italiano. Entro l’estate ci saranno le manifestazioni di interesse, poi i bandi, come previsto.

Questo vale per la parte francese. E quella italiana?
Quello è il passaggio successivo. Ma la decisione è già presa. Non è pensabile che l’alta velocità si fermi al tunnel. Per smontare la Tav occorrerebbe una nuova decisione politica, di cui al momento non si parla neppure. Questa, al di là delle chiacchiere, è la realtà.

Però nello Sblocca-cantieri non è stato inserito alcun elenco di opere a cui dare una priorità nell’immediato, come lei avrebbe voluto.
È vero. Avrei preferito che nel testo ci fosse almeno una indicazione delle tipologie di lavori da realizzare con maggiore celerità. Si è deciso invece, accogliendo in questo la richiesta del Movimento 5 stelle, di stilare un elenco a parte da inserire al momento di conversione del decreto in legge. Ci sta lavorando un tavolo presso la presidenza del Cconsiglio che ha già cominciato a riunirsi. Quando sarà approvato vedremo se sarà del tutto soddisfacente o meno.

Per smontare la Tav occorrerebbe una nuova decisione politica, di cui al momento non si parla neppure. Questa, al di là delle chiacchiere, è la realtà

Fra le opere strategiche potenzialmente a rischio c’è l’alta velocità ferroviaria fra Brescia e Padova, per cui sembra ci sia già una valutazione costi-benefici negativa. Le risulta?
Sì, credo che la valutazione sia negativa, anche se non è ancora ufficiale. Ed è una cosa che non mi stupisce minimamente. Finché si continuerà a mettere nel conto anche il mancato incasso da parte dello Stato delle accise sulla benzina, queste analisi saranno sempre negative.

Questo vuol dire che l’opera non si farà?
Ma no. Anche su Terzo Valico c’era una valutazione costi-benefici negativa, poi invece si è deciso di portarlo avanti in quanto strategica. La Brescia-Padova è fondamentale. Serve per collegare l’Italia al corridoio Mediterraneo come la Torino-Lione. È un’opera fondamentale e si farà.

LEGGI ANCHE: Il cronoprogramma che Salvini impone al M5s

Come spiega la contrarietà dei 5 stelle alla nomina di commissari per accelerare la realizzazione di opere strategiche?
Penso che sia una posizione tutta ideologica. Il commissariamento serve a migliorare progetti che in qualche caso risalgono a più di 10 anni fa e che occorrerebbe modificare, anche perché il territorio di cui si parla nel frattempo può essere cambiato. È uno strumento per migliorare i progetti, magari anche accogliendo le richieste dei 5 stelle per ridurne l’impatto ambientale, senza dover ricominciare da capo tutto il percorso delle autorizzazioni. Dire no ai commissariamenti è privo di senso: significa solo che i progetti saranno realizzati esattamente come sono stati scritti molti anni fa.

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