Stop alla sperimentazione dell’educazione civica a scuola

Il Consiglio superiore dell'istruzione boccia l'iniziativa voluta dall'ex ministro Bussetti. La materia, obbligatoria, entrerà in classe solo nel settembre 2020.

11 Settembre 2019 19.37
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L’educazione civica a scuola non verrà insegnata già da quest’anno scolastico. La pietra tombale sul decreto per l’avvio in forma sperimentale dell’insegnamento dell’educazione civica l’ha messa il Consiglio superiore della pubblica istruzione, che senza mezzi termini ha espresso all’unanimità parere negativo alla sperimentazione quest’anno, sostenendo che la programmazione della didattica è già in corso e introdurre ad anno scolastico iniziato una nuova materia, per ben 33 ore, metterebbe in difficoltà le scuole.

L’IMPEGNO DI FIORAMONTI PER FONDI AGGIUNTIVI IN MANOVRA

Il neo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, ha assicurato però che sentirà associazioni e sindacati per cercare di avviare una seria programmazione, con tanto di fondi aggiuntivi in legge di Bilancio, già dal 2020, «per fare quello che il precedente ministro non aveva fatto: preparare in modo efficace le scuole nell’ottica dell’introduzione dell’educazione civica nel settembre 2020, come previsto dalla legge». La legge sull’introduzione dell’educazione civica era stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 21 agosto scorso ed è entrata in vigore il 5 settembre. Il nuovo insegnamento doveva essere attivato a decorrere dal primo settembre del primo anno scolastico successivo all’entrata in vigore del provvedimento, ovvero non prima del 2020/2021. Ma l’ex ministro dell’Istruzione Marco Bussetti aveva disposto con un decreto una partenza in fase sperimentale già da quest’anno. Partenza che però il Cspi ha oggi bocciat

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