Barbara Ciolli

Egitto, con Morsi finisce anche la Fratellanza musulmana

Egitto, con Morsi finisce anche la Fratellanza musulmana

In Egitto l’opposizione è stata disinnescata. Gli islamisti sono fuori gioco, come il Qatar e la Turchia. Perché anche l’ex presidente morto da martire ha commesso degli errori.

19 Giugno 2019 07.06

Like me!

Anche i Fratelli musulmani accusano il regime egiziano di aver «ucciso a fuoco lento» l’ex presidente Mohammed Morsi. Come Amnesty international e altre Ong, puntano il dito sulle sue «condizioni di detenzione» e chiedono inchieste trasparenti e imparziali sulle ultime ore di vita del 67enne leader islamista, in cella dalla deposizione nell’estate del 2013. Si sa che da allora Morsi ha potuto ricevere solo tre visite dalla famiglia, e poche anche dagli avvocati. Durante l’isolamento, Human Rights Watch ha ribadito come non gli fossero stati garantiti i diritti basilari dei prigionieri, e prime fra tutti le adeguate cure mediche per un uomo anziano e diabetico, sofferente da tempo anche di disturbi al fegato e ai reni e di ipertensione. Una morte fin «troppo prevedibile» e non evitata, che tuttavia anche i militari del Cairo avrebbero preferito in un  altro luogo. Un infarto nell’oscurità della sua cella, piuttosto che in tribunale appena terminata una delle tante udienze come è avvenuto il 17 giugno scorso. La notizia improvvisa ha scosso le migliaia di sostenitori della Fratellanza musulmana che tenta di agitare le acque.

IL TEMPO DELLA RESTAURAZIONE

In Egitto è scattato lo stato di allerta per il timore di manifestazioni e le autorità hanno provveduto a sotterrare il corpo di Morsi prima possibile, in un cimitero periferico del Cairo già all’alba del giorno dopo, senza permettere alla famiglia convocata per le brevi esequie una veglia funebre dignitosa e una tomba da piangere nella loro provincia, sul Delta del Nilo. Come tutti gli Stati di polizia, l’Egitto del generale Abdel Fattah al Sisi eletto presidente dopo aver rovesciato Morsi con un golpe – pagato dai sauditi – ha paura, non deve passare il messaggio che si possa tornare a dimostrare come nel 2011 in piazza Tahrir. Ma in realtà non si muove una foglia nel Paese dei faraoni, i dissidenti dei Fratelli musulmani e delle altre opposizioni sono arrestati o uccisi dalle pallottole alle manifestazioni. Migliaia si sono rifugiati all’estero, gli islamisti come Morsi dagli sponsor in Qatar e in Turchia. Il controllo è l’ossessione degli apparati di sicurezza, l’unica forza di al Sisi  (oltre ai miliardi da Riad e dagli Emirati arabi) è la repressione.

egitto morsi morte fratellanza musulmana
Mohammed Morsi, presidente dell’Egitto dal luglio 2012 al luglio 2013. GETTY.

Si finisce in carcere, torturati dall’intelligence per aver espresso le proprie opinioni sui social media o chiesto giustizia per gli scomparsi o i prigionieri politici mai trattati così crudelmente neanche negli ultimi anni sotto Hosni Mubarak, prima delle Primavere arabe. Lo dimostrano la fine di Giulio Regeni e il muro di gomma eretto dal Cairo con i magistrati italiani. Pressioni straniere ed eventuali indagini internazionali, come ha chiesto anche l’Onu, per far luce sulla morte di Morsi avranno un esito analogo. Con ogni probabilità non si avrà mai un’inchiesta medica indipendente, sul referto della sua morte non è stata specificata la causa del decesso né, verosimilmente, fatta un’autopsia. Se Mubarak, a 91 anni, da carcerato è sopravvissuto alla terapia intensiva e ad anni di ospedale per essere liberato nel 2017, con Morsi in Egitto muore anche la Fratellanza musulmana.

La Turchia in recessione e il Qatar sotto embargo hanno perso la scommessa delle Primavere arabe

UN RISVEGLIO SENZA GLI ISLAMISTI

È probabile che gli egiziani presto si risveglieranno, come in tutte le dittature dove la società civile è latente e i giovani cercano il loro momento e come insegna l’Algeria. Ma difficilmente delle proteste torneranno a prendere la guida, come nel 2011, degli islamisti di Morsi. Gli altri leader dei Fratelli musulmani, il capo spirituale Mohammed Badie e il vero leader politico  Khayrat al Shater, sono in carcere dal 2013 con altre centinaia di esponenti, condannati a vita e sotto svariati processi in corso per diversi capi di accusa come Morsi. La Turchia, in recessione e sotto sanzioni americane, e il Qatar sotto embargo dal 2016 dai sauditi hanno perso la loro scommessa sul 2011: dalla Siria, all’Egitto, alla Libia e non ultimo al Sudan, ha preso campo la restaurazione. La fine di Morsi, candidato alle prime prime Presidenziali democratiche dopo le rivolte perché gli altri della Fratellanza avevano detto di no, è il sigillo del fallimento delle Primavere arabe.

egitto morsi morte fratellanza musulmana al sisi
Supporter dei militari e del generale al Sisi, dopo la caduta di Morsi. GETTY.

GLI ERRORI DI MORSI E IL GOLPE

È vero che anche Morsi, a capo dell’Egitto per poco più di un anno (dall’estate del 2012 all’estate del 2013), ha fatto grossi errori. Passerà alla storia come il primo e finora unico presidente egiziano eletto in libere elezioni – ma con il potere passato ai militari alla caduta di Mubarak e senza una Costituente – e per essere morto da «martire dei tiranni», ha commentato con enfasi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Ma anche Morsi aveva represso le manifestazioni, violando i diritti umani, e peccato di forte incompetenza. È stato facile per i sauditi boicottarlo, smettendo di finanziare Il Cairo. Le proteste dei laici del movimento Tamarrod scaturirono dalla paralisi economica e dal caos amministrativo, sfociando nel sostegno al golpe militare. Morsi e la Fratellanza musulmana («organizzazione terroristica» in Egitto) sono stati incriminati per la morte di dimostranti nel 2012 e per le accuse di spionaggio e di attività terroristiche. Ma al Sisi non  ha mai pagato per il massacro del 3 luglio 2013 di piazza Rabi’a al Cairo di manifestanti islamisti (più di 800 morti per Human Rights Watch e migliaia di feriti) mentre a Tahrir andava in scena il golpe e il presidente Morsi scompariva, portato via dai militari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *