Egitto, urne aperte per le presidenziali: sfida affluenza per al Sisi

Redazione
26/03/2018

L'Egitto, con i suoi quasi 60 milioni di elettori, ha cominciato a votare nel primo dei tre giorni di elezioni...

Egitto, urne aperte per le presidenziali: sfida affluenza per al Sisi

L'Egitto, con i suoi quasi 60 milioni di elettori, ha cominciato a votare nel primo dei tre giorni di elezioni presidenziali destinate ad assegnare al 63enne Abdel Fattah Al Sisi un secondo mandato quadriennale. Come contro-candidato, l'attuale presidente ha solo il capo di un piccolo partito, poco noto e per giunta suo fervente sostenitore: un quadro che circoscrive l'interesse della tornata elettorale all'entità dell'affluenza alle urne e quindi della popolarità del nuovo faraone.

NEL 2014 VOTARONO IL 47% DEGLI AVENTI DIRITTO. Il dato con cui confrontarsi è quello del 2014 quando a votare andò il 47,5% degli aventi diritto. Sebbene alle precedenti presidenziali del 2014 a sfidare Sisi ci fosse un solo candidato che poi prese soltanto il 3% dei voti, quest'anno si tratta di plebiscito di riconferma celebrato in un deserto che ha inghiottito cinque altri potenziali sfidanti: due arrestati e tre ritiratisi lamentando intimidazioni.

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Sisi di recente ha detto «non è colpa mia» e «giuro su Dio che avrei voluto che ci fossero più candidati». Ma anche aggiunto: «non siamo pronti», a conferma della sua teoria formulata nel 2014 secondo cui l'Egitto ha bisogno di «20 o 25 anni» per avere una «vera democrazia». Il voto spalmato in tre giorni, fino a mercoledì 28 marzo come nel 2014, serve chiaramente ad aumentare un'affluenza che, in assenza di sondaggi affidabili e dati parziali, è difficile prevedere.

POPOLARITA' IN CALO. Secondo alcuni analisti sentiti dal Financial Times Sisi sarebbe ancora popolare, anche se non ai livelli di spontaneo culto della personalità di quattro anni fa. Ad appoggiare l'ex-generale sono fra gli altri i copti, i cristiani d'Egitto ancora grati a Sisi per aver posto fine al dominio conquistato nelle urne del 2012 dai Fratelli musulmani che volevano farne dei "dhimmi", cittadini di serie B: non a caso fra i primi a votare è stato il patriarca copto Tawadros II. E come a dare un esempio, lo stesso Sisi ha votato all'apertura dei seggi, davanti ai quali non si sono viste file ma scene di giubilo, come le acute e modulate grida "youyou" delle donne nordafricane, ad uso dei media.

LA CASALINGA: «È LA STABILITA' DEL PAESE». «Per me è il simbolo della stabilità del paese», ha detto Maha Sallah, una casalinga sulla sessantina del quartiere cairota di Heliopolis assicurando che sarebbe andata a votare spingendo ai seggi anche la famiglia. Un contabile sulla cinquantina, preferendo restare anonimo, ha invece detto che boicotterà il voto perchè «Sisi non ha fatto altro che impoverire e far soffrire il popolo».

LA SFIDA DEL PRESTITO DEL FMI. La casalinga, implicitamente, si è riferita alla fine della fase rivoluzionaria 2011-2013 della 'primavera egiziana' e alla guerra che Sisi guida contro il terrorismo islamico alimentato dall'Isis ma anche, secondo il governo, da schegge della Fratellanza musulmana. Il contabile invece ha sintetizzato l'impatto sociale delle misure di liberalizzazione che il Fondo monetario internazionale ha preteso per salvare l'economia egiziana con un prestito da 12 miliardi di dollari.