Egitto, rientra El Baradei: «Pronto a governare»

Redazione
27/01/2011

Salgono a sette le vittime degli incidenti che da tre giorni stanno sconvolgendo l’Egitto. Nel pomeriggio del 27 gennaio un...

Egitto, rientra El Baradei: «Pronto a governare»

Salgono a sette le vittime degli incidenti che da tre giorni stanno sconvolgendo l’Egitto. Nel pomeriggio del 27 gennaio un altro manifestante è stato ucciso negli scontri con le forze dell’ordine.
INCIDENTI NEL SINAI. Questa volta i disordini più gravi hanno interessato El Sheikh Zouayed, una cittadina del Sinai. In una località a 10 chilometri da Gaza circa diecimila persone hanno bloccato l’autostrada internazionale che collega l’Egitto ad Israele e gli agenti hanno reagito con colpi di arma da fuoco, lasciando a terra senza vita uno dei manifestanti. Secondo le prime ricostruzioni il manifestante è stato prima colpito da un proiettile in bocca e poi schiacciato da un blindato della polizia. Lo riferiscono fonti locali, spiegando che il giovane, di 25 anni, si chiamava Mohamed Atef.
A Ismaelia, nel nord del Paese, una trentina di persone sono state arrestate dopo aver lanciato dei sassi contro i poliziotti. Mentre nella città di Suez altri manifestanti hanno dato alle fiamme diversi uffici dell’amministrazione locale, una caserma dei pompieri e una parte dell’ospedale pubblico. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e proiettili veri e negli incidenti sono rimaste ferite 35 persone.
Tensione anche al Cairo dove 10 blindati hanno accerchiato gli uffici governativi per difendere la sede del partito al potere, Pnd, dopo che i manifestanti avevano appiccato numerosi incendi.
Eppure giovedì sembrava giornata tranquilla per il Paese nord africano. Tuttavia il clima si è infuocato con il passare delle ore in attesa della grande protesta contro il regime del presidente Hosni Mubarak convocata per il 28 gennaio al Cairo, al termine della preghiera del venerdì.
Protesta a cui, anche se non è ancora ufficiale, aderirà anche il gruppo dei fratelli mussulmani hanno fatto sapere di volere aderire. Finora il movimento islamista non si era esposto, anche se il ministero dell’interno egiziano lo ha accusato da subito di essersi infiltrato tra i manifestanti per generare il caos.
IL RITORNO DI EL BARADEI. In serata è ritornato al Cairo Mohammed El Baradei, ex capo dell’agenzia atomica internazionale e uno dei leader più conosciuti, anche all’estero, dell’opposizione egiziana. L’uomo potrebbe infuocare ancora di più la rivolta anti-Mubarak di venerdì, dopo aver detto di essere pronto a governare se la piazza glielo chiederà. «Domani ci sarà, penso, una grande manifestazione in tutto l’Egitto e io sarò lì con loro», ha detto El Baradei, il quale ha fatto appello al regime «affinché capisca che farebbe meglio ad ascoltare, a non usare la violenza e a comprendere il cambiamento deve arrivare, non c’é altra opzione».
Oggi il popolo ha superato la paura, ha aggiunto l’attivista, spiegando che «quando si supera la cultura della paura, non c’é ritorno» e che «ogni uso della violenza si ritorcerà contro il regime». Riferendosi al presidente egiziano ha ricordato che «ha servito il paese per 30 anni», ed é ora che si ritiri.
UN’ALTRA NOTTE DI VIOLENZE. Dopo i violenti scontri che si sono registrati il 26 gennaio (leggi la notizia) sono saliti a mille gli arresti e 40 persone sono state incriminate dalla procura generale per tentato golpe. Negli scontri di mercoledì sera al Cairo erano rimasti uccisi un manifestante e un agente di polizia. Nonostante il governo egiziano abbia adottato la linea della ‘tolleranza zero’, i manifestanti anti-Mubarak avevano promesso di proseguire le proteste. Sempre nella mattinata di giovedì le contrattazioni alla borsa egiziana sono state sospese per circa mezz’ora, dopo aver registrato un tonfo di sei punti percentuali.