Donald Trump e le bufale su El Paso

14 Febbraio 2019 07.00
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Durante il discorso sullo stato dell’Unione, il presidente Donald Trump aveva parlato a lungo del muro al confine con il Messico che dovrebbe fermare il numero di immigrati che entrano illegalmente negli Stati Uniti. Un’infinita processione, a sentire il tycoon, di trafficanti di droga e armi, di persone violente, assassini che disturbano il quieto vivere degli americani. Come esempio, il presidente ha portato El Paso, città texana di confine descrivendola come una delle più violente della Nazione prima dell’innalzamento del muro, e diventata tranquilla e senza crimini grazie alla barriera.

LA POLEMICA SULLA SICUREZZA A EL PASO

Non so come dirvelo, ma ancora una volta ha dato informazioni false che, tra l'altro, hanno scatenato una polemica frizzante con il sindaco della città, Dee Margo (repubblicano), che ha invitato il presidente a visitare El Paso per vedere con i suoi occhi «cosa significa vivere in una città di confine che da più di 400 anni è legata alla città messicana di Juarez…». Dee Margo ha aggiunto: «Statistiche credibili validate dal Fbi e da altri ufficiali delle forze dell’ordine locali provano che El Paso non è mai stata la città più pericolosa degli Stati Uniti, anzi è una città sicura e tranquilla da molto prima che fossero alzate le barricate al confine». Infatti, le statistiche mostrano un aumento di criminalità negli ultimi due anni, proprio dopo la costruzione della barriera.

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I RADUNI DI O'ROURKE E TRUMP

El Paso è anche la città di Beto O’Rourke, il primo democratico dai primi Anni 70 ad aver perso per un pugno di voti la corsa per la poltrona di senatore del Texas, Stato fortemente repubblicano. Da poco si è candidato alla presidenza, ed è molto popolare non solo in Texas, ma nel resto degli Stati Uniti. Anche lui, come molti politici locali, ha esternato il suo fastidio per le ennesime menzogne del presidente. Sia O’Rourke sia Trump hanno organizzato un raduno a El Paso lunedì 11 febbraio: il primo con l’intenzione di dire una volta per tutte la verità sulla sua città, l’altro per insistere sul fatto che i mass media non fanno altro che diffondere fake news, che il sindaco non capisce niente, che il muro si deve costruire perché, come è successo a El Paso, aiuta a combattere la criminalità.

UN DISCORSO DA CANDIDATO ALLA CASA BIANCA

Secondo l’Huffinghton Post, ore prima del raduno organizzato da Trump, fuori dall’arena si vendevano cappellini rossi con la scritta «Make America great again», bandiere con Trump con in mano un fucile, in piedi su due carri armati con dietro una bandiera americana, magliette con insulti a Hillary Clinton e altro. Trump ha cominciato il suo intervento attaccando la stampa, e un giornalista della Bbc è stato malmenato da un supporter. Naturalmente ha offeso Beto, Clinton, il sindaco, e ha incitato la folla a gridare: «Build the wall». A circa due miglia di distanza, invece, la manifestazione pro O’Rourke, dove 15 mila persone hanno ascoltato quello che molte testate americane hanno definito «un perfetto discorso da candidato alla Casa Bianca». O'Rourke ha ricordato i danni causati dalle bufale dell'amministrazione e di come il muro di El Paso invece che dividere ha unito due culture, che da decenni vivono in perfetta armonia. «Siamo l’esempio che serve agli Stati Uniti in questo momento!», ha urlato alla folla.

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Durante i due comizi, è arrivata anche la notizia di una possibile risoluzione riguardo l’enorme cifra che Trump vuole avere dal governo per costruire il muro. Ricordo che questo è stato il motivo dello shutdown durato più di un mese. Il presidente ha poi ceduti, minacciando di una nuova serrata in caso di mancato accordo. Ovviamente il presidente non è soddisfatto, i democratici non gli permetteranno mai di spendere tutti quei soldi per innalzare un muro che non serve, e lui lo sa. Sa, cioè, che tutto quello che aveva promesso ai suoi fan non si potrà mai raggiungere. Sa, in poche parole, di aver perso anche quella battaglia. E sa anche che bloccare ancora il governo sarebbe un suicidio politico. Spero che cominci a capire che le bugie hanno le gambe corte.

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