L’ex ambasciatrice Basile e quella frase sui «pochi» ostaggi americani nelle mani di Hamas

Redazione
12/10/2023

Per anni diplomatica italiana in Belgio e Svezia, oggi in pensione, ha fatto discutere per la sua uscita durante Otto e mezzo: «Peccato perché, se fossero tanti, gli Stati Uniti potrebbero avere un ruolo di mediazione». In studio è stata attaccata da Aldo Cazzullo. Nel passato della donna anche articoli di stampo filorusso sotto pseudonimo.

L’ex ambasciatrice Basile e quella frase sui «pochi» ostaggi americani nelle mani di Hamas

«Peccato perché in effetti, se fossero tanti, gli Stati Uniti potrebbero avere un ruolo di mediazione». È con questa frase che l’ex ambasciatrice italiana Elena Basile ha commentato a Otto e mezzo la dichiarazione del portavoce della sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, secondo il quale gli ostaggi statunitensi nelle mani di Hamas sarebbero pochi. Un’uscita che ha suscitato immediate reazioni, sia in studio sia sui social.

Aldo Cazzullo: «Ma cosa sta dicendo? Si vergogni della sua erudizione»

Le parole pronunciate dall’ex diplomatica sono finite immediatamente nel mirino degli altri ospiti della trasmissione, soprattutto del giornalista Aldo Cazzullo che ha invitato la Basile a vergognarsi del suo discorso. «Ma come fa a dire una cosa del genere? Finché stiamo scherzando va bene, ma questo… Non è una buona notizia che ci siano pochi ostaggi americani? Ma cosa sta dicendo? Si vergogni della sua erudizione», ha detto il giornalista, al quale l’ex ambasciatrice ha prontamente risposto cercando di aggiustare il tiro: «Che differenza ci sarebbe se ci fossero più ostaggi americani e meno ostaggi francesi? È un attacco assurdo, non faccia una gerarchia delle vite umane».

Le posizioni filorusse di Basile e quegli articoli sotto pseudonimo

Elena Basile non è nuova a uscite discutibili. L’ex ambasciatrice italiana in Belgio e Svezia, oggi in pensione, già nei mesi scorsi aveva ammesso di scrivere per il Fatto Quotidiano sotto lo pseudonimo di Ipazia. I suoi articoli sono stati da più parti interpretati come filorussi e accusati di essere strumenti di disinformazione. Il senatore di Italia viva Enrico Borghi, per esempio, aveva bollato il fatto come molto grave, soprattutto considerando il ruolo istituzionale ricoperto per anni dalla Basile: «Il fatto che un alto funzionario statale, ganglio della nostra politica estera in vari Paesi-chiave, sotto pseudonimo abbia attaccato apertamente il nostro Paese, il suo posizionamento e la sua politica è grave. Perché ha disinformato. Come vuole Mosca».

Basile: «Indifendibile è l’arroganza dell’Occidente»

Sempre nello studio di Otto e mezzo, Elena Basile ha criticato il ruolo dell’Occidente nella guerra tra Israele e Palestina, ritenendo indifendibile l’arroganza con la quale «crede di appartenere a una civiltà privilegiata, a un giardino assediato dalla giungla. Questa opposizione democrazie/autocrazie è una opposizione falsa, perché nelle relazioni internazionali bisogna comporre interessi diversi, entrambi legittimi». Attaccata da più fronti, l’ex ambasciatrice ha sottolineato di non essere «filo-palestinese contro i filo-israeliani». Per poi aggiungere: «Smettiamola per piacere di preparare l’opinione pubblica per gli orrori che sappiamo seguiranno. L’atteggiamento europeo oggi è gravissimo. Molte volte si parla di aggredito e di aggressore ma il diritto internazionale non è statico. Il diritto internazionale ha bisogno di una prospettiva storica. Quindi, è chiaro che oggi siamo inorriditi di fronte alla barbarie di Hamas, però dobbiamo ricostruire storicamente il motivo per cui Hamas è nato». Infine: «La mediazione si fa coi nemici. Putin e Hamas sono dei mostri ma dobbiamo fare la mediazione con loro, non con gli amici».