L’Italia al campionato dello spread punta sul bomber Gualtieri

Confermato il ct Conte. Qui pro quo sulla cessione all'estero di Di Maio. Fuori Capitan Salvini. Ma gli occhi dei tifosi (e non solo) sono tutti per il Gladiatore che ha preso il posto del timido Tria.

05 Settembre 2019 12.45
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Dopo una sessione di calciomercato fra le più vivaci, l’Italia si presenta alla nuova stagione del campionato dello spread con rinnovate speranze per i propri tifosi, conosciuti in tutto il mondo come tra i più caldi, rumorosi e appassionati.

CONFERMATO L’ALLENATORE CONTE

Il nuovo look della maglia, che si fregia sempre di 5 stellette, non è più gialloverde (troppo sudamericana) ma giallorossa. L’allenatore è rimasto il debuttante Giuseppe Conte, arrivato a guidare la squadra poco più di un anno fa, senza alcuna esperienza precedente. Sembra però più a suo agio con la gestione dello spogliatoio e cerca in tutti i modi di guadagnarsi l’etichetta di “tecnico”, di sicuro è rilevante la rimozione dei suoi due vice, segno che l’allenatore ha oggi un carico di responsabilità maggiore. Alcune scelte nella rosa fanno pensare che potrà esserci l’introduzione di alcuni schemi dei classici moduli renziani, dal nome di uno degli allenatori rimasti più impressi tra i tifosi.

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Riccardo Fraccaro, sottosegretario M5s alla Presidenza del Consiglio.

FRACCARO, BRACCIO DESTRO IN PANCHINA

I cambiamenti nella squadra sono molti, alcuni di ordine tattico: Riccardo Fraccaro cambia ruolo, ci eravamo abituati a vederlo distribuire palloni a centrocampo nel ruolo di ministro ai Rapporti col parlamento, si sposta in panchina, come braccio destro (sottosegretario) dell’allenatore e lascia il posto al bellunese Federico D’Incà.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

I PUNTI FERMI: BONAFEDE E COSTA

I punti fermi della squadra risultano il discusso ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che ha mostrato discutibili doti di palleggio quando si è confrontato con il connazionale Cesare Battisti, da lungo tempo impegnato in campionati stranieri e il confermatissimo Sergio Costa, in un ruolo ancora più centrale nel nuovo schema: l’Ambiente.

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Luigi Di Maio, neo ministro degli Esteri.

IL QUI PRO QUO SUL POLIVALENTE DI MAIO

Pare sia invece un equivoco quello che ha coinvolto il polivalente Luigi Di Maio. Alleggerito dal triplice incarico precedente, che l’aveva sfiancato nella passata stagione, per il giovane e talentuoso Gigi era stata fatta filtrare un’idea alla dirigenza: «Mandiamolo all’estero». C’è stato un fraintendimento di senso, e il giovane avellinese, con tutta la sua scorta di bottiglie di Gatorade è corso subito ad allenarsi duramente alla Farnesina.

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I ruoli in campo giocati da Di Maio erano molti, ma la sensazione è che i sostituti riusciranno a farcelo rimpiangere: Stefano Patuanelli allo Sviluppo economico, noto per aver rilasciato un’intervista a bordo campo in cui sosteneva che «la produttività è nemica del lavoro» e Nunzia Catalfo al ministero del Lavoro, prima firmataria del provvedimento per il reddito di cittadinanza e convinta sostenitrice delle tesi no-euro.

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Roberto Speranza, ministro della Salute.

DOPO GRILLO C’È SPERANZA PER LA SALUTE

Alla Salute, Giulia Grillo lascia il posto a Roberto Speranza. Di non sentire più parlare di obblighi flessibili e a geometria variabile, sul tema dei vaccini. Alla Pubblica amministrazione, inevitabile la cessione di Giulia Bongiorno, subentra la giovanissima Fabiana Dadone, che ricopriva il ruolo di referente della piattaforma Rousseau. Non vedremo più sul campo nemmeno Lorenzo Fontana, che molti dicono sia attratto dal campionato russo. Mentre al suo posto per gli Affari europei, il mancino Vincenzo Amendola.

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Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno.

CAPITAN SALVINI ESCE DI SCENA, ENTRA LAMORGESE

In Difesa, Elisabetta Trenta cede il posto a Lorenzo Guerini, così come alle Infrastrutture Danilo Toninelli è stato messo sul mercato, sostituito in campo da Paola De Micheli. Entrambi probabilmente pagano il feeling avuto durante la scorsa stagione con l’Interno destro Matteo Salvini, la cui uscita dalla squadra rappresenta la vera svolta.

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Gli sono stati rimproverati eccesso di protagonismo, troppe entrate dure, poco gioco di squadra, dedizione solo al contenimento e non alla costruzione di gioco, secondo alcuni era anche sovrappeso e certamente erano troppi i time-out a bordo campo per rinfrescarsi sgolando mojito. Non a caso la scelta, al suo posto, è caduta su una figura diametralmente opposta, una donna, morigerata e operativa: l’ex prefetto Luciana Lamorgese. La discontinuità voluta dalla società, qui, è stata espressa al massimo.

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Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, e Mario Draghi.

AL POSTO DEL TIMIDO TRIA IL GLADIATORE GUALTIERI

La rosa ha subito numerosi altri cambiamenti, ma tra tutti spicca il cambio del centravanti, dal timido e agile Giovanni Tria, tutto dribbling e giochi di sponda, l’Italia ha scelto di passare a un ariete, Roberto Gualtieri, un bomber conosciuto in Europa col nomignolo di Gladiatore. Ha accumulato 10 anni di esperienze europee di cui cinque come presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al parlamento europeo, mostrando capacità di sostenere i confronti sui temi macroeconomici (come la riforma dell’Unione economica e monetaria) e su temi specifici (come la disciplina per gli Npl bancari). Il campionato dello spread appena partito conterà soprattutto sui gol di Gualtieri, i segnali ottenuti dall’Italia nelle amichevoli degli ultimi giorni sono ottimi, incoraggianti, ma per arrivare in fondo al campionato serviranno risultati veri. In bocca al lupo.

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