Elezioni 2018, scontro nel M5s sul candidato massone

Elezioni 2018, scontro nel M5s sul candidato massone

11 Febbraio 2018 20.39
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La questione rimborsi e una stilettata agli altri candidati premier: «un confronto? ma non vedo interlocutori». Dopo giorni trascorsi sotto pressione, Luigi Di Maio passa al contrattacco: grande stampa, Renzi e Berlusconi gli obiettivi del capo politico M5S nel corso di una giornata elettorale trascorsa in Campania, tra Avellino e Salerno. Ma, sulla campagna di Di Maio, piomba il caso Catello Vitiello, candidato all'uninominale di Castellammare di Stabia e, secondo Il Mattino, legato alla massoneria.

VITIELLO: «NON MI RITIRO». Per questo motivo tra Vitiello e i vertici del Movimento è scontro aperto. «Non sono più iscritto al Goi, non mi ritiro», ha spiegato Vitiello. «Sarà diffidato dall'uso del simbolo», è stata invece la secca replica del M5S. La "grana" Vitiello va a sovrapporsi al caso dei rimborsi "fantasma" dei parlamentari Andrea Cecconi e Carlo Martelli. Nel frattempo, Di Maio da Salerno è passato al contrattacco. «Solo un problema di contabilità, ieri abbiamo fatto le verifiche e quello che è venuto fuori è solo un problema di contabilità del Mise e del Mef. Sostanzialmente gli ultimi bonifici che stiamo facendo in questi giorni, non per correre ai ripari ma perché stanno scadendo le ultime rendicontazioni, non sono stati ancora accreditati sul conto, ma risultano sul nostro sito internet», ha detto il candidato premier che accusa i grandi mezzi d'informazione di usare due pesi e due misure nei confronti del M5s.

DI MAIO ATTACCA ANCORA I MEDIA. «Vedo ancora una grossa sproporzione dell'informazione italiana nei nostri confronti. Noi abbiamo dimostrato che se c'è qualcuno che fa il furbo noi lo mettiamo fuori», ha sottolineato Di Maio. Ma il Pd ha continuato ad attaccare sul caso rimborsopoli con il M5S pronto a rispondere, via blog, pubblicando la lista degli "impresentabili" del centrodestra e del Pd in Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. E ad Avellino Di Maio ha alzato ancora il livello dello scontro. «Vorrei confrontarmi con chi si candida alla presidenza del Consiglio ma non trovo interlocutori. Renzi un giorno dice che è lui il candidato, il giorno dopo che è Gentiloni. Nel centrodestra, Berlusconi è incandidabile e per Palazzo Chigi si propongono a turno Salvini e Meloni, ma su entrambi c'è il veto di Berlusconi».

VITIELLO LEGATO ALLA LOGGIA "LA SFINGE". «Ci dicono che abbiamo degli impresentabili. L'unico che è impresentabile è Di Maio, che non si presenta mai ai confronti televisivi. E loro ogni giorno ce ne hanno uno impresentabile», è stata invece la replica, a stretto giro, di Renzi. Poi, in serata, si arriva l'ennesimo braccio di ferro tra il M5S e Vitiello. Il candidato sarebbe membro della loggia massonica La Sfinge (cosa vietata dal regolamento) anche su lui sostiene di non esser più iscritto da un anno. «Vado avanti per la mia strada», assicura Vitiello piazzando così un nuovo ostacolo su una campagna del Movimento che dal 12 febbraio vedrà, invece, l'entrata in campo di Beppe Grillo. E in questi giorni di tempesta sarà ancora il Garante del M5S per cercare di ridare slancio alla campagna dei pentastellati.

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