«Elezioni a marzo? Non ci credo»

Redazione
07/10/2010

«La famosa terza gamba, che qualcuno ha esorcizzato, si è di fatto costituita. Non è più sufficiente presentare le proposte...

«Elezioni a marzo? Non ci credo»

«La famosa terza gamba, che qualcuno ha esorcizzato, si è di fatto costituita. Non è più sufficiente presentare le proposte nella maggioranza ma sarà necessario concordarle». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un’intervista ad Annozero, in onda il 7 ottobre su Rai2, ha definito così il ruolo di Futuro e Libertà. «Berlusconi non ha mai minacciato le elezioni? Ne prendiamo atto con viva soddisfazione. Ora governi».

Ok al Lodo ma niente processo breve

Sono tanti i temi che il presidente della Camera ha messo in discussione, mostrando anche alcune aperture nei confronti del premier: il primo sì è sul Lodo: «non è nè lesivo della Costituzione nè per gli interessi dei cittadini, nè polemico verso i magistrati. Non ho nulla da obiettare».
Non c’è invece alcuna apertura sul processo breve: «Inaccettabili norme retroattive che cancellino i processi e neghino la giustizia per tante vittime».
Fini ha affrontato anche il tema della legge elettorale. «Non penso che sia una provocazione parlarne, né un tentativo di minare una solida maggioranza. Ma si tratta di un elemento di discussione che in tanti, anche nella maggioranza, dovrebbero fare», ha detto la terza carica dello Stato. E se cade l’esecutivo, la strada obbligata è verificare se esiste un’altra maggioranza.
«Ho detto agli amici di Fli di tenersi pronti al voto, perché ogni giorno c’è chi parla di elezioni anticipate. Bossi lo ha fatto anche oggi malgrado le parole del premier». E comunque, ha detto l’ex leader di An, «non credo all’ipotesi di urne anticipate a marzo».

Fuori la politica dalla Rai

Il presidente della Camera ha chiesto anche la privatizzazione della Rai: «Fuori i partiti dalla Rai, è arrivato il momento di privatizzare l’azienda», ha detto, senza escludere che Futuro e Libertà possa proporre iniziative di legge in questa direzione.
Sembra paradossale che a dirlo sia un politico, visto che è stata la politica, nell’arco di 50 anni, a cannibalizzare l’azienda pubblica radiotelevisiva. Ma a Gianfranco Fini, si sa, piace sentirsi “extra partes”.

Di Pietro: chiacchiere, sia lui a dare l’esempio

E giù una valanga di reazioni. Il primo a criticare le dichiarazioni di Fini è stato il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. «Fini dovrebbe cominciare a mettere fuori dalla Rai tutti coloro che sono di nomina politica, anche quelli a lui vicini».
Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Pdl in commissione Vigilanza, Alessio Butti. Ricordando che «la possibilità di privatizzare la Rai, ancorché parzialmente, è già prevista nella legge 112 del 2004, meglio conosciuta come legge Gasparri», ha detto: «Sulla sacrosanta, ma non molto originale, proposta di estromettere i partiti dalla Rai, cosa che condivido e a differenza di altri non solo a parole, attendiamo che a dare il buon esempio siano non solo il presidente della Camera, ma anche gli accoliti di Futuro e Libertà che, direttamente o indirettamente, beneficiano largamente della ‘magnanimità produttiva’ di mamma Rai».Chiaro il riferimento alla moglie di Italo Bocchino, supercolonnello finiano, la cui moglie, Gabriella Buontempo, è titolare di una società, la Goodtime Enterprise, che da tempo lavora per la tv di Stato, producendo fiction. L’ultimo contratto firmato le è valso 6 milioni di euro.