Cosa sapere delle elezioni comunali 2019 in Sardegna

Domenica 16 giugno 28 centri tornano alle urne per rinnovare i Consigli comunali. Nel capoluogo sfida diretta tra il centrosinistra di Ghirra e il centrodestra di Truzzu. Assenti i cinque stelle. Occhi puntati anche su Sassari e Alghero.

15 Giugno 2019 21.00
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Giugno, è ancora tempo di voto. Almeno in Sardegna dove il 16 giugno in 390 mila sono chiamati alle urne per le Comunali di 28 centri. Un turno a scoppio ritardato rispetto al resto d’Italia per via dell’insediamento – lento – del Consiglio regionale rinnovato lo scorso febbraio. che ha il compito di convocare i comizi. Tra le sfide più attese quelle delle città: Cagliari, Sassari, Alghero e altri due comuni sopra i 15 mila abitanti, entrambi alle porte del capoluogo regionale: Monserrato e Sinnai.

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LE MODALITÀ DEL VOTO

L’elezione del sindaco e del consiglio comunale è diretta: i seggi saranno aperti un’unica giornata, dalle 7 alle 23, poi si procede con lo scrutinio. L’elettore può scegliere il nome del sindaco e indicare due preferenze per i consiglieri ma devono essere di genere diverso (donna e uomo), pena l’annullamento della seconda. Vale il voto disgiunto, ma solo nei cinque centri più grandi: concessa quindi la possibilità di barrare il nome di un candidato e il simbolo di una lista avversaria. Sempre per i comuni sopra i 15 mila abitanti l’eventuale turno di ballottaggio sarà domenica 30 giugno: possibilità che vale anche per tutti gli altri, purché al primo turno gli sfidanti abbiano lo stesso numero di voti.

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CAGLIARI E IL POST-ZEDDA

Quella di Cagliari è di certo la competizione più attesa: 154 mila abitanti circa, 119 mila elettori. Per loro è il quarto voto da gennaio: dopo le suppletive per sostituire il deputato dimissionario del M5s, Andrea Mura ci sono state le Regionali e le Europee. In lizza per il dopo Massimo Zedda – noto come sindaco ragazzino, ex Sel, ex sindaco arancione che a marzo ha deciso di lasciare la poltrona di primo cittadino per guidare l’opposizione in Consiglio regionale dopo la vittoria di Christian Solinas (Lega-Pds’Az) – sono appena in tre. Chi vince avrà in mano la città dopo otto anni di governo di centrosinistra. Sul voto il polverone scatenato dalla proposta di ripristinare i vitalizi in Regione, primo atto della Giunta Solinas come denunciato da Zedda su Facebook.

Io non scelgo i privilegi e le pensioni per gli onorevoli. Scelgo lei, scelgo l’etica e l’onestà. La prima proposta…

Publiée par Massimo Zedda sur Mercredi 12 juin 2019

SFIDA A TRE: GHIRRA, TRUZZU E CREMONE. NIENTE M5S

Il centrosinistra tenta di tenere ancora il timone con Francesca Ghirra, 41 anni, funzionaria regionale ed ex assessora all’Urbanistica della Giunta Zedda di cui ha seguito passo passo l’ascesa. Ha vinto le primarie interne e punta ora a essere la prima sindaca cagliaritana, con il motto #sceglilei. Un programma di continuità e nel segno dei diritti con sette liste: tra i partiti Pd e Campo progressista. E si deve rilevare una novità rispetto alle precedenti campagne in cui i big nazionali erano stati tenuti lontani: Nicola Zingaretti, segretario dem nazionale, è in tour anche per lei.

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Il diretto avversario è Paolo Truzzu, 47 anni, impiegato ma soprattutto politico e consigliere regionale confermato per Fratelli d’Italia. Una candidatura decisa direttamente nella Capitale, dall’alleanza con Forza Italia e Lega su un casellario nazionale di assegnazioni. Ex sentinella in piedi ora converge su un’immagine più moderata con lo slogan «Cagliari mi sta a cuore. Si può fare di più». Tra i temi più battuti – oltre alla sicurezza – la raccolta differenziata per via di un porta a porta non ancora a rodaggio. A suo sostegno più o meno la stessa coalizione a 11 che ha vinto in Regione, Lega inclusa e meno liste civiche rispetto al centrosinista.

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Niente Movimento 5 stelle a questo giro: dopo mesi di sofferte mediazioni e quindi la scelta di Alessandro Murenu, lo staff nazionale ha deciso il dietrofront a causa delle polemiche sulle sue frasi antiabortiste. Il terzo, non cagliaritano, è l’ambientalista Angelo Cremone, 64 anni dal Sulcis con Verdes per Cagliari pulita. Potrebbe intercettare l’ala più a sinistra e degli indipendentisti. Ma resta l’incognita del travaso dei voti stellati.

SASSARI CORSA A SETTE

Diverso il caso dell’altro centro di rilievo: Sassari, dove si sfidano addirittura in sette. Riuscirà la città di Berlinguer a restare a sinistra dopo 14 anni? Non ci sarà l’uscente Nicola Sanna, professione agronomo di fede Pd, tra tanti malumori. Cinque anni, i suoi, di giunte rattoppate, dimissioni date e subito revocate. Per il centrosinistra c’è il magistrato Mariano Brianda (Pd, Campo progressista e civiche), il centrodestra schiera il geometra Mariolino Andria (con l’asse Fi, Psd’Az, Lega e altre). Poi gli altri tra cui spicca il M5s con l’ex consigliere comunale Maurilio Murru. L’ex primo cittadino Nanni Campus, chirurgo ed ex senatore Pdl con un esordio Msi che ora va caccia di un ritorno a “titolo personale”, senza simboli, né sigle e con cinque civiche. Rispunta pure il Partito comunista con Giuseppe Doneddu mentre la docente universitaria di Microbiologia Marilena Brudroni intercetta le anime identitarie con una lista sostenuta da Autodeterminatzione e Progres e infine altra lista civica per Lino Mura, ex assessore provinciale Idv.

ALGHERO, IL CENTROSINISTRA CERCA LA RICONFERMA

Nord Sardegna con presenza gialla anche ad Alghero dove per il M5s c’è Roberto Ferrara, ci riprova l’uscente Mario Bruno con il centrosinistra sostenuto dal Pd (in cui è rientrato da poco) e due liste, Mauro Conoci è invece in campo per il centrodestra in quota Psd’Az-Lega con sponsor regionali, un accordo che è arrivato dopo le faide con Fi.

IL CASO DI AUSTIS, SENZA CANDIDATI DAL 2015

Tra i micro centri si segnala un’assenza: quella di Austis, comune nel Nuorese di appena 800 abitanti quasi al centro geografico dell’Isola. Per la quinta volta consecutiva non è stata presentata alcuna lista: al posto del primo cittadino e del Consiglio ci sarà ancora una volta un commissario. Una situazione che si ripete identica dal 2015 quando – tra le polemiche – è scaduto il mandato dell’ultima sindaca. Sfida di rappresentanza rinviata, dunque, ancora una volta.

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