Cosa ha detto Di Maio dopo la sconfitta alle Europee 2019

Il leader grillino ha rotto il silenzio dopo la debacle elettorale del 26 maggio: «Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5s». Poi l'ammissione di colpa: «Prendiamo una bella lezione».

27 Maggio 2019 12.56
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«Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5s e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione. Faccio i complimenti alla Lega e al Pd e a tutti i partiti che hanno avuto un incremento», sono state le prime parole del vicepremier Luigi Di Maio dopo la debacle alle Europee.

PRESTO UN VERTICE DI GOVERNO CON CONTE

Parlando durante una conferenza stampa al Mise, il ministro dello Sviluppo economico ha raccontato di aver sentito il premier Conte chiedendogli di «convocare il prima possibile un vertice di governo», per «lavorare alle promesse che abbiamo fatto agli italiani». «La nostra gente», ha aggiunto, «non è andata votare ma la gente ora attende risposte: ci sono promesse da mantenere». Aggiungendo poi che «il contratto di governo non si cambia e lo tuteleremo: saremo argine».

LE PROSSIME MOSSE: SI PUNTA AL TAGLIO DELLE TASSE

«Non dimentichiamo e non accantoniamo le promesse che abbiamo fatto. C'è da fare il salario minimo orario e lo faremo, così come il provvedimento per le famiglie che fanno figli e c'è da portare avanti un serio abbassamento delle tasse», ha detto ancora Di Maio, chiarendo che il voto ha indicato come questi punti siano «al centro della priorità degli italiani». Il tavolo per fare il salario minimo e la flat tax, ha aggiunto, «facciamolo, prima ci mettiamo a lavoro meglio è. Il vertice si doveva fare un mese fa, il ministro dell'Economia Tria ha detto che ci sono i soldi per fare la flat tax, facciamola». «Abbiamo proposto noi decreto Sanità, salario minimo e la riduzione delle tasse e del cuneo fiscale per imprese e dipendenti», ha ribadito durante le domande di giornalisti.

DISCUSSIONI SU TAV E AUTONOMIE

Sulle altre questioni delicate Di Maio ha spiegato che «la Tav è un dossier che è nelle mani di Conte. Sulle autonomie il fatto è come si scrive il provvedimento. Se si deve fare non deve creare scuole di serie C o sanità di serie C. L'unica cosa che mi interessa è mettermi al lavoro per mantenere le promesse fatte agli italiani, e tra queste c'è la coesione nazionale».

NESSUNO NEL MOVIMENTO HA CHIESTO LE MIE DIMISSIONI

Parlando del proprio futuro Di Maio ha spiegato di aver sentito tutte le anime del movimento come Grillo, Casaleggio, Di Battista e Fico e che «nessuno ha chiesto le mie dimissioni». Sul fronte delle alleanze il vicepremier ha spiegato che «nelle prossime ore verrà avviata un'interlocuzione per capire in che Gruppo andare».

BUFFAGNI: «DOBBIAMO RIPARTIRE COME UMILTÀ»

Di Maio non è stato l'unico del Movimento a parlare dopo il flop: «L'esperienza ha poco da insegnare se non viene vissuta con umiltà. Perché si impara dal fallimento, non dal successo. Dagli errori si impara, si corregge, si riparte senza paura, con umiltà e voglia di fare le cose per il bene del Paese. L'ascolto, la forza di cambiare, di allargare, di far partecipare e di saper davvero premiare la competenza e la meritocrazia sono aspetti fondamentali che non si possono mettere in secondo piano», è stato il commento su Facebook del sottosegretario M5S Stefano Buffagni.

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