Il trionfo di Le Pen e la sconfitta di Macron l’europeista

Il Rassemblement National supera il partito del presidente e Marine chiede lo scioglimento dell'Assemblea. Boom dei Verdi, mentre la destra fa flop.

26 Maggio 2019 20.03
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Marine Le Pen torna a ruggire alle elezioni europee. Era già successo nel 2014, quando con il 24,86% dei voti aveva dato il via al tracollo del presidente socialista François Hollande.

Stavolta il vantaggio sul partito della maggioranza, La République en Marche di Emmanuel Macron, è più contenuto (23-24% contro 22-23%) ma per la leader dell'estrema destra e prima alleata in Europa di Matteo Salvini è una parziale rivincita dopo la sconfitta alle Presidenziali. Le Pen non ha esitato un momento a caricare a testa bassa contro l'Eliseo, chiedendo «questa sera lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale» pochi minuti dopo il primi exit poll. «Oggi ha vinto il popolo, che si è ripreso il potere», ha esultato Le Pen, che soltanto due anni fa, proprio in questi giorni, sembrava definitivamente ko dopo essere stata personalmente sconfitta da Macron in un dibattito tv che è rimasto nella mente di tutti i francesi. Da quelle ceneri, la Le Pen ha saputo rilanciare il partito. Per Macron, diversi analisti parlano di «sconfitta contenuta». Da parte sua, l'Eliseo ha fatto notare che «mai nessun partito al potere aveva fatto segnare uno score così alto alle Europee».

PICCO STORICO DI PARTECIPAZIONE

Il panorama politico della Francia, che ha visto un picco storico di partecipazione con un'affluenza al 52% (quasi il 10% in più rispetto al 2014, un record dal 1994), appare profondamente modificato: la sconfitta di Macron è più nella sostanza che nei numeri, avendo il presidente stesso scommesso molto della sua prima parte di mandato sulla sua visione di Europa, a cominciare dal discorso della Sorbona del settembre 2017. Sua la polarizzazione fra populisti-nazionalisti e progressisti, sua l'insistenza sull'obiettivo prioritario di battere Le Pen come punto di riferimento delle forze sovraniste. Risultato opposto anche nella scelta dei due capolista: il 23enne Jordan Bardella per il Rn, sempre sicuro di sé nonostante la giovane età, l'ex ministra Nathalie Loiseau per Macron, una scelta poco convincente fin dall'inizio.

CRESCONO I VERDI, REPUBLICAINS IN CRISI

Sul podio, la sorpresa più grande di queste europee francesi e non solo, i Verdi, che scavalcano la destra dei Republicains e che con il voto giovane andato in massa ad un personaggio come Yannick Yadot diventano terza forza, quasi al 13%. E pongono la loro candidatura come nuova guida della gauche, che non affonda: se grande è l'amarezza dei seguaci di Jean-Luc Melenchon (La France Insoumise), si segnala l'inversione di tendenza dei socialisti: l'ex partito di Hollande arriva anche lui al 6-7%, grazie anche all'alleanza con il nuovo Place Publique di Raphael Glucksmann.

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