Elezioni europee, l’ascesa della destra populista e le possibili conseguenze su Green Deal, immigrazione e sostegno all’Ucraina

Redazione
24/01/2024

A giugno potrebbe vincere in nove Paesi, tra cui Italia e Francia, e piazzarsi al secondo/terzo posto in altrettanti Stati Ue, come la Germania. All'orizzonte si profila una maggioranza formata da Partito Popolare Europeo, Conservatori e Riformisti, Identità e Democrazia. Lo scenario.

Elezioni europee, l’ascesa della destra populista e le possibili conseguenze su Green Deal, immigrazione e sostegno all’Ucraina

Secondo sondaggi condotti in tutti i 27 Stati membri dell’Ue, i partiti di destra sono sulla buona strada per arrivare primi in nove Paesi (tra cui Italia, Francia e Austria) e al secondo/terzo posto in altrettante nazioni alle elezioni europee di giugno. Questo dovrebbe per la prima volta produrre una coalizione di maggioranza di destra all’interno dell’Eurocamera, formata da deputati democristiani, conservatori e della destra radicale, con importanti ripercussioni sulle politiche Ue.

Elezioni europee, l’ascesa della destra populista e le possibili conseguenze su Green Deal, immigrazione e sostegno all’Ucraina.
Giorgia Meloni (Getty Images).

Dall’Italia alla Slovacchia, dove vinceranno i partiti populisti

I partiti populisti (e perlopiù euroscettici), dati in costante ascesa nei sondaggi, vinceranno probabilmente in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia. Dovrebbero invece ottenere il secondo o terzo posto in Bulgaria, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. Secondo i ricercatori dello European Council on Foreign Relations, think tank fondato nel 2007 per promuovere un dibattito informato sullo sviluppo di una politica estera efficace e coerente fondata su valori europei, il prossimo Parlamento potrebbe bloccare le leggi sul Green Deal europeo e adottare una linea più dura su altri settori della sovranità Ue, tra cui la immigrazione e il sostegno all’Ucraina. Le raccomandazioni del Green Deal, ad esempio, rischiano di essere notevolmente annacquate, proprio com’è accaduto nel Regno Unito dopo la Brexit. Per quanto riguarda le politiche migratorie, la maggioranza tenterebbe una stretta, cercando poi di porre un freno alla fornitura di armi all’Ucraina.

Elezioni europee, l’ascesa della destra populista e le possibili conseguenze su Green Deal, immigrazione e sostegno all’Ucraina.
Marine Le Pen (Getty Images).

Una nuova maggioranza formata da PPE, ECR e ID non è utopia

Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni potrebbe passare da nove a 27 eurodeputati. Il Rassemblement National di Marine Le Pen potrebbe invece arrivare a 25 seggi, record per la formazione populista francese. Secondo le previsioni il Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) raddoppierà i suoi deputati portandoli a sei e lo stesso farà in Germania Alternative für Deutschland (AfD) arrivando almeno a 18. Anche se è probabile che il Partito Popolare Europeo (PPE) rimanga – seppur ridimensionato – il gruppo più numeroso, da questa tornata elettorale dovrebbero uscire vincitori il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) e soprattutto Identità e Democrazia (ID), destinato a essere l’ago della bilancia. Secondo le previsioni potrebbe infatti ottenere fino a 40 seggi in più, sfiorando quota 100 e diventando da solo la terza forza politica dell’Eurocamera. Ciò aprirebbe alla formazione di una coalizione di destra populista (PPE, ECR, e ID) con il 49 per cento dei deputati nel nuovo parlamento, afferma lo European Council on Foreign Relations. E c’è da considerare poi Fidesz, partito del primo ministro ungherese Viktor Orbán, che potrebbe ottenere 14 seggi e che al momento non aderisce ad alcun gruppo. Questa nuova maggioranza darebbe il cambio a quella attuale, formata dai deputati di centrodestra del Ppe, dagli europarlamentari del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) e dai liberali del gruppo Renew Europe (RE), tutti gruppi destinati a perdere seggi nella prossima tornata elettorale.