+Europa e Pizzarotti si sono alleati per le elezioni europee

27 Marzo 2019 21.00
Like me!

Comincia a prendere corpo la griglia di partenza del centrosinistra alle prossime elezioni europee. Accanto alla lista Pd-Siamo europei, aperta anche a Mdp, ci sarà infatti la lista di +Europa e Italia in Comune, il movimento di Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci.

L'alleanza è stata annunciata il 27 marzo dai due partiti e ha fatto infuriare i Verdi, che solo poche settimane fa avevano raggiunto un'intesa con Italia in Comune. L'alleanza tra +Europa e Pizzarotti, suggellata da un nuovo simbolo che verrà presentato il 7 aprile a Firenze, per ora riguarda solo le elezioni europee e le elezioni amministrative. Ma in futuro potrebbe avere uno sviluppo anche in ottica nazionale, visto che il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha detto che occorre favorire la nascita di un soggetto che raccolga il voto liberaldemocratico.

IL NODO DELLA TAV TORINO-LIONE E DELLE GRANDI OPERE

La mossa di Italia in Comune, come detto sopra, ha spiazzato i Verdi, che hanno accusato Pizzarotti di «tradimento». Per il partito ora diventa più difficile superare la soglia del 4% e raccogliere le firme per presentare le liste. Un onere che invece non pesa su +Europa e Italia in Comune, dato che hanno un deputato – Alessandro Fusacchia – eletto nella circoscrizione estera. Ad allontanare i Verdi dal movimento di Pizzarotti c'è anche la questione della Tav e più in generale il dossier delle grandi opere. I primi si oppongono, mentre il secondo le sostiene con convinzione.

NEL PD I RENZIANI SI OPPONGONO ALL'APERTURA VERSO MDP

In casa Pd, invece, il presidente Paolo Gentiloni ha annunciato che al Nord verranno candidati come capilista Giuliano Pisapia (probabilmente Nord Ovest) e Carlo Calenda (Nord Est), due nomi che evocano il tipo di apertura dei dem che Zingaretti vuole proporre agli elettori, con un arco che va dall'area progressista a quella liberal e che potrebbe far concorrenza proprio a +Europa e Italia in Comune. L'apertura a Mdp, passata in direzione con la sola astensione dell'area Giachetti e il sì delle altre minoranze, ha subito però un passaggio critico. In Senato il gruppo di Liberi e uguali, cui appartiene Mdp, si è astenuto su decretone del governo con quota 100 e reddito di cittadinanza, mentre il Pd ha votato contro. «La distanza politica tra Pd e Leu», ha commentato Dario Parrini, esplicitando il malumore dell'area Lotti-Guerini, «non è questione personalistica, è un problema di merito. La loro astensione sul reddito di cittadinanza si colloca lontano mille miglia dal giustissimo voto contrario del Pd. Su questo nessuno può mettere la testa sotto la sabbia». E Giachetti ha ribadito la contrarietà alla candidatura alle europee degli esponenti di Mdp, che sarebbero «il cavallo di Troia» per il rientro «di coloro che hanno lavorato a far perdere il Pd alle politiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *