Merkel, Schäuble & Co: ecco gli sponsor di Salvini e Di Maio

Carlo Panella
08/03/2018

Non è stata l'Europa genericamente intesa a causare la vittoria delle forze anti-Bruxelles. Sono stati alcuni leader - inclusi Cameron e Hollande - con le loro politiche.

Merkel, Schäuble & Co: ecco gli sponsor di Salvini e Di Maio

Angela Merkel, François Hollande, Emmanuel Macron e David Cameron, per non parlare di Wolfgang Schäuble: sono questi i grandi sponsor della clamorosa vittoria in Italia di Matteo Salvini e Giggino di Maio. Se in Italia abbiamo l’astronomica cifra del 54,45% di votanti per partiti che volevano uscire dall’Europa e che hanno ammorbidito le loro posizioni criticissime, la loro proposta di Italexit, solo per opportunismo elettorale, questo è tutto merito non dell’Europa genericamente, ma di questi sciagurati leader europei dalla vista corta che non si sono resi conto che il mix delle loro politiche produceva risultati degni della Germania di Weimar non solo in Italia – Paese pilota – ma ovunque nel Vecchio continente. Il diabolico incrocio tra miopi politiche di austerità economica (quindi di freno agli investimenti, anche in deficit) e il disinteresse totale per i traumi provocati dalle ondate migratorie selvagge.

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Leader di questa compagnia di sponsor inconsapevoli di Di Maio e Salvini è stata una Merkel dalla vista cortissima, che ha sommato l’appoggio alla linea dell’austerità europea su Maastricht di Schäuble, una politica sui flussi migratori mirata solo ed esclusivamente a “salvare” il suo Paese e a danneggiare l’Itala. I 3-5 miliardi di euro estorti alle casse dell’Ue per pagare il blocco dell’emigrazione verso la Germania (e solo la Germania) dalla Turchia si sono infatti accompagnati al suo disinteresse olimpico nei confronti della crisi libica, dei drammi del Canale di Sicilia e dei flussi enormi di disperati che si sono riversati sull’Italia. Non parliamo poi di Macron, che oggi ha il coraggio di dichiarare che il voto italiano è "frutto" della pressione migratoria: «È indubbio che l'Italia abbia sofferto della pressione che vive da mesi e mesi, incluso un contesto di forte pressione migratoria». Ma lo stesso Macron in Libia ha continuato la cinica politica di Hollande di appoggio all’instabilità politico-militare della Libia, schierandosi materialmente a favore del generale Haftar e della sua Cirenaica, ostacolando enormemente così qualsiasi politica di blocco delle partenze dalle spiagge libiche, e quanto ai flussi migratori ha bellamente chiuso i valichi di Ventimiglia lasciando che l’Italia se la cavasse da sola.

VERSO IL CONTAGIO. Salvini e di Maio hanno vinto alla grande perché si sono fatti portavoce del rigetto di larghissima e maggioritaria parte dell’elettorato italiano delle politiche che non una generica Europa, ma la Germania, la Francia e l’Inghilterra di Cameron (e poi di una May con il piede fuori dalla porta) hanno imposto all’Italia. Mai, mai, in uno dei grandi Paesi fondatori dell’Europa il fronte euroscettico –per usare un eufemismo- ha conquistato una maggioranza di voti popolari così schiacciante come è avvenuto il 4 marzo in Italia. Marine Le Pen, Nicolas Farage e Alternative für Deutschland non sono arrivati oltre il 21,3% della leader del Front National (ma in genere sono attestati sulla media tra il 10 e il 13% ottenuto dall’olandese Geert Wilders) e sono stati sempre ai margini del gioco governativo dei loro Paesi. Non così nel nostro Paese, vittima di una sordità, di una vista corta dei leader di Germania, Francia e Gran Bretagna che suona come campanello d’allarme gravissimo per il futuro. Al trionfo degli eurocritici, anzi degli anti-euro italiani, vanno sommate le rigidità dei Paesi del blocco di Visegrad, in testa l’Ungheria di Viktor Orban, che hanno approfittato del deficit di leadership di Germania, Francia e Gran Bretagna per imporre un ancor più cieco isolamento dell’Italia sul fronte del contrasto alle ondate migratorie. Questa è l’Europa che ha lavorato in Italia per minare alle fondamenta la fiducia degli elettori nella sua funzione di leadership e di integrazione. E continuerà a farlo. Sino a quando il risultato italiano non diventerà contagioso.