La commissione elettorale russa: «Firme di morti tra quelle raccolte da Nadezhdin»

Redazione
02/02/2024

A sostegno della sua candidatura alle Presidenziali di marzo, il leader di Iniziativa civica il 31 marzo ne ha consegnate oltre 100 mila. Ma ci sarebbero irregolarità. E ora rischia di essere squalificato.

La commissione elettorale russa: «Firme di morti tra quelle raccolte da Nadezhdin»

La Commissione elettorale centrale ha affermato di aver trovato le firme di cittadini in realtà deceduti tra le oltre 100 mila raccolte da Boris Nadezhdin e consegnate il 31 gennaio, in vista delle elezioni presidenziali russe. Leader del partito di destra Iniziativa civica, apertamente contro la guerra in Ucraina e vicino ai parenti dei soldati al fronte, Nadezhdin si è candidato contro Vladimir Putin, che punta al quinto mandato: rischia adesso di essere squalificato.

La commissione elettorale russa: «Firme di morti tra quelle raccolte da Nadezhdin». Il rivale di Puti rischia la squalifica.
Vladimir Putin (Getty Images).

La commissione elettorale: «In una certa misura il candidato è direttamente coinvolto»

«Ci sono errori, siamo sorpresi. Quando vediamo decine e decine di persone che non sono più in vita lasciare firme, è normale farsi delle domande», ha dichiarato alla Tass Nikolai Bulayev, vice capo della commissione elettorale russa. «In una certa misura il candidato è direttamente coinvolto», ha aggiunto. Un’altra candidata apertamente contraria alla guerra, Ekaterina Duntsova, è già stata squalificata dalla commissione elettorale, a causa di presunti errori nella sua documentazione, anche di ortografia.

La commissione elettorale russa: «Firme di morti tra quelle raccolte da Nadezhdin». Il rivale di Puti rischia la squalifica.
Boris Nadezhdin (Getty Images).

Per Levada Center, Nadezhdin nella migliore delle ipotesi otterrà il 4 per cento dei voti

Tatiana Stanovaya, fondatrice della società di analisi politica R.Politik, ha detto che a Nadezhdin è stato probabilmente permesso di raccogliere le firme per le elezioni per «dimostrare l’agenda anti-guerra non aveva speranze». C’è inoltre chi sostiene addirittura che Nadezhdin sia un candidato di facciata sostenuto dal Cremlino o da Russia Unita, il partito di Putin. Il sostegno dell’oppositore Alexey Navalny, l’incontro di Nadezhdin con le mogli arrabbiate dei soldati che combattono in Ucraina e i suoi tentativi di coinvolgere i russi contrari alla guerra che sono fuggiti all’estero, hanno però creato qualche imbarazzo allo zar. Da qui, insomma, la decisione di farlo fuori. Levada Center, organizzazione russa indipendente e non governativa, riconosciuta da Mosca come agente straniero, ha comunque evidenziato che Nadezhdin, nella migliore delle ipotesi, potrebbe ottenere il 4 per cento delle preferenze alle elezioni.