Un Vaffa di cuore ai catastrofisti della sinistra

La gauche accusa il Pd del proprio fallimento. I disincantati sono convinti che tutto sia finito. Ma Salvini finirà come è finito Renzi. Ora bisogna lavorare "con" e non contro rimanendo quello che siamo.

28 Maggio 2019 06.52
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Dopo ogni appuntamento elettorale si scatenano gli scenaristi che immaginano ventennali incrollabili: quello berlusconiano, quello renziano, poi quello dei grillini. Ora tocca a Matteo Salvini.

La storia vera dice che Silvio Berlusconi ha vinto e perso. Che Matteo Renzi ha vinto ed è precipitato clamorosamente, che Luigi Di Maio ha buttato via il biglietto della lotteria, che Salvini ha in serbo la cazzata della vita per cui fra qualche mese parleremo di lui al passato. Pero il “dibbattito” è questo. C’è un’altra costante nel dopo voto ed è il dibbattito” a sinistra. Qui regna sovrano il catastrofismo. Il fascismo è sempre alle porte, la sinistra ha perso la sua natura, il popolo è una merda, ma questa cosa si può dire solo fra di noi perché in pubblico porta male.

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LA SOLITA LITANIA DELLE LAMENTAZIONI

Infine c’è la spiegazione di tutto. Come ai tempi del Pci era sempre colpa del Pci, se la resistenza era stata tradita (tradita? Pensate un po’!), se i socialisti stavano male al governo con la Dc, se la stessa Dc spadroneggiava. Ora è colpa del Pd o di come diavolo si chiama il partito maggioritario della sinistra. Siamo arrivati alla suprema stupidità con la dichiarazione di Fiorella Mannoia, cantante gigantesca, che ha detto che è colpa della sinistra se lei ha votato i 5 stelle. Tutti pazzi, qualche volta anche io. Adesso ci aspettano settimane di lamentazioni. La sinistra radicale che non azzecca un’elezione ed è la componente più voto-repellente della politica italiana incolpa il Pd del proprio insuccesso. I renziani che ci hanno condotto in questo casino pensano che solo Renzi ci potrà trarre fuori. I disincantati, invece, non credono più a nulla perché è tutto finito. Come non sono mai esistiti 20 anni né berlusconiani né renziani né grillini tanto meno ci saranno quelli salviniani.

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L’UNICO RIMEDIO È LAVORARE “CON” E NON CONTRO

La notizia è incredibile e pochi vogliono accettarla: non è vero che la sinistra è morta. È morta la sinistra identitaria. Sono morti simboli che portiamo nel cuore (il comunismo e il socialismo), ma non è morto lo scontro fra destra e sinistra. La sinistra che si ispira al socialismo si salva solo in Spagna e in qualche Paese del Nord. Jeremy Corbyn è stato una meteora. La sinistra molto sinistra italiana è scomparsa. Sopravvivono alcuni partiti di sinistra-centro come i socialisti spagnoli, Syriza di quel bravo ragazzo di Tsipras, il Pd e altre esperienze europee, fra cui quelle singolari delle formazioni Verdi. In Italia sopravvivono sindaci di diverso tipo, dal renziano Dario Nardella a Firenze a Giorgio Gori a Bergamo, ad Antonio Decaro che ha fatto di Bari una citta bellissima. Quindi, cari catastrofisti, mollate la presa. L’ora è difficile (piace questa frase retorica?) ma l’unico rimedio sta nel lavorare “con”. Chi divide muore e fa morire. Chi vuol farci mettere una maglietta, muore o fa morire. Ciascuno di noi resti quello che è. Io ho nostalgia del Pci, ma se nasce un Pd largo, io gli corro appresso. E Zingaretti non ha sbagliato la “prima”.

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