Come si vota alle Provinciali di Trento e Bolzano

18 Ottobre 2018 09.20
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Domenica 21 ottobre si svolgono le elezioni Provinciali in Trentino Alto-Adige. Ad elezioni avvenute, i nuovi consigli provinciali – 35 consiglieri a Trento e 35 a Bolzano – vanno a comporre il Consiglio Regionale che eleggerà a sua volta il presidente della Regione. Per la prima metà della legislatura è eletto tra i consiglieri di lingua italiana, per la seconda tra quelli di lingua tedesca. L’orario di apertura dei seggi per le due Province autonome va dalle 6:00 alle 22:00 a Trento e dalle 7:00 alle 21:00 a Bolzano. Ma non è l’unica differenza.

COME SI VOTA A TRENTO

A Trento vige l’elezione diretta del presidente della Provincia, con un sistema simile a quello in vigore per gli altri Comuni italiani (leggi anche: quali sono i candidati in lizza). Per i candidati consiglieri si possono esprimere fino a due preferenze e nel caso una deve essere per un candidato maschio e l’altra per un candidato femmina. L’elettore trentino può votare in tre modi: scegliendo solo il candidato presidente tracciando una x sul suo nome, scegliendo solo la lista che lo appoggia, o votando per entrambi. Non vale però il voto disgiunto cioè non si può espirmere la preferenza per un candidato presidente e al contempo per una lista che ne appoggia un altro. Per la Provincia di Trento esiste un premio di maggioranza. La singola lista (o le liste) in sostegno del presidente vincente prende il 51% dei seggi: 18 posti in consiglio su 35. Se il presidente eletto supera il 40%, la coalizione ottiene 21 seggi cioè il 60% del totale.

COME SI VOTA A BOLZANO

Nella Provincia di Bolzano gli elettori non scelgono il presidente che sarà invece eletto tra i componenti del Consiglio, insieme con i vicepresidenti e gli assessori della nuova Giunta provinciale. L’elettore può esprimere il suo voto barrando il simbolo della lista prescelta (leggi anche: le liste in corsa). Non sono ammesse coalizioni prima del voto. In caso una lista non raggiunga la maggioranza assoluta, sono possibili accordi dopo il voto. Nel 2013, per esempio, la Svp vinse con il 45,7% dei voti, eleggendo 17 consiglieri su 35. Non riuscendo a conquistare la maggioranza assoluta, si alleò col Pd.

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