Musk vuole collegare il cervello umano al computer

Gli scopi possibili sono molteplici: dal trattamento di gravi malattie come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson alla «simbiosi con l'intelligenza artificiale». Chip testato con esiti «molto positivi» sulle scimmie.

17 Luglio 2019 14.11
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Neuralink, società di neurotecnologia di Elon Musk, ha testato un microhip cerebrale grazie al quale «una scimmia è stata in grado di controllare un computer con il suo cervello». L’annuncio è stato fatto il 17 luglio dallo stesso Musk, che non ha aggiunto ulteriori particolari sulle modalità dell’esperimento.

A COSA POTREBBE SERVIRE

Il prossimo passo? Sviluppare il chip per impiantarlo nel cervello umano, rendendo possibile la ricezione e la trasmissione di segnali tra cervello e computer. Gli scopi possibili sarebbero molteplici: dal trattamento di gravi malattie come il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson alla «simbiosi con l’intelligenza artificiale», per dirla con Musk.

IMPIANTO DIETRO L’ORECCHIO

Neuralink prevede di riuscire a collegare il cervello umano a Internet entro la fine del 2020, utilizzando una procedura che dovrebbe essere simile alla chirurgia oculare. Il chip verrebbe impiantato dietro l’orecchio e collegato al cervello con fili sottilissimi, un quarto del diametro di un capello umano, per stimolare i neuroni o le cellule nervose.

COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITÀ DELLA CALIFORNIA

Musk ha spiegato che la società ha già condotto test su ratti e scimmie, e che gli esperimenti sugli animali sono stati fatti in collaborazione con l’Università della California: «I risultati sono stati molto positivi» e verranno pubblicati a breve su riviste specializzate.

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