Elon Musk twitta e deride la Sec ma Tesla affonda in Borsa

05 Ottobre 2018 16.31
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Elon Musk è tornato a twittare e all'orizzonte si profilano nuovi guai per Tesla. A meno di una settimana dall'accordo con la Sec sulle accuse di frode, il miliardario visionario ha ironizzato sull'acronimo della Us Securities and Exchange Commission: a suo avviso dovrebbe cambiare in 'Shortseller Enrichment Commission', «commissione che arricchisce chi vende allo scoperto». A conferma della sua tesi sul «grande lavoro» della Sec per gli scopertisti, Musk ha portato un esempio citando BlackRock che «sta guadagnando troppo con lo short lending», ovvero il prestito dei titoli ai venditori allo scoperto.

TESLA AFFONDA IN BORSA: -5%

L'ironia di Musk però non è piaciuta a Wall Street, dove i titoli del colosso delle auto elettriche hanno perso oltre il 5%. Il timore è l'impatto che i cinguettii del miliardario potrebbero avere sull'intesa da poco raggiunta con la Consob americana e non ancora approvata in via definitiva dalla giustizia americana. L'accordo prevede il pagamento di 20 milioni di dollari e la rimozione di Musk come presidente della società, ma obbliga anche a Tesla a imporre controlli extra sulle comunicazioni di Musk "relative alla società". Un obbligo reso necessario dopo il tweet choc del 7 agosto con il quale l'amministratore delegato di Tesla apriva all'ipotesi di un delisting della società a 420 dollari per azione, assicurando che i fondi per l'operazione erano disponibili.

LA DIFFICILE INTESA CON LA SEC

All'intesa con la Sec, Musk è arrivato dopo giornate convulse: un accordo sembrava a portata di mano quando il miliardario ha fatto improvvisamente marcia indietro, costringendo la Sec ad avviare ufficialmente un'azione legale. Secondo indiscrezioni Musk aveva avviato trattative con la Sec dietro le quinte su pressione del consiglio di amministrazione. Un pressing che al miliardario non è andato giù: Musk, secondo indiscrezioni, avrebbe minacciato le sue dimissioni immediate al consiglio amministrazione se questo avesse continuato a insistere per un accordo con la Sec. E si sarebbe anche spinto oltre, chiedendo al cda di sostenerlo pubblicamente. Un ultimatum recepito: Musk non ha inizialmente patteggiato le accuse e il consiglio di amministrazione ha sfidato pubblicamente le autorità nelle ore successive all'annuncio dell'azione legale contro Musk, affermando la sua piena fiducia nei confronti dell'amministratore delegato. Poi la successiva schiarita, con il legali di Musk tornati alla Sec per chiedere una seconda chance e raggiungere un accordo. Un'intesa che però sembra ora di nuovo a rischio.

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