Ema, fact checking su un caso di fake news di Stato

21 Febbraio 2018 17.27
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da Bruxelles

La domanda, arrivati a questo punto, è netta: c'è stato un disegno in Europa per l'assegnazione dell'Agenzia del farmaco (Ema) all'Olanda, a base di documenti segreti, presunti giudici compiacenti e tutto l'armamentario del complotto? O quantomeno ci sono degli elementi di opacità su cui è necessario fare chiarezza? Da come l'hanno presentata politici di tutti gli schieramenti, rappresentanti delle istituzioni locali e di governo, la classe dirigente industriale e alcuni quotidiani, anche considerati particolarmente autorevoli, sembrerebbe di sì. Peccato che su tutta la faccenda siano state date informazioni parziali utili alla propaganda casalinga e dannose per l'immagine dell'Italia in Europa e che rischiano proprio di essere controproducenti per la tanto desiderata conquista dell'agenzia (le chance sono peraltro praticamente nulle). Ecco tutto quello che forse vi state chiedendo su Ema e su cui non vi è stata data una risposta chiara.

1. Gli olandesi sono in regola con i lavori per il ricollocamento dell'agenzia?
No, sono in ritardo. L'edificio che dovrà ospitare Ema dopo il Brexit Day, cioè dal primo aprile del 2019, sarà pronto solo a metà novembre di quell'anno.

2. Era previsto questo slittamento?
Nell'offerta olandese c'era scritto che l'edificio sarebbe stato pronto massimo a ottobre. E che nel frattempo sarebbe stato messo a disposizione dell'agenzia un edificio temporaneo adatto.

3. Ed è così? O ci sono problemi con la sede temporanea?
Gli edifici proposti dall'Olanda nella sua offerta come possibili sedi temporanee sono stati ritenuti inadatti dall'Ema, che ha bisogno di uffici, sale riunioni per lo staff interno, data center e laboratori. Ma il problema è stato risolto trovando un terzo edificio che Ema ha giudicato adeguato.

4. Allora il sindaco di Milano Beppe Sala aveva ragione a sospettare che l'edificio temporaneo non fosse nell'offerta?
No, perché non era un sospetto, era una cosa risaputa: lo aveva già spiegato pubblicamente il 29 gennaio proprio il direttore dell'Ema Guido Rasi: sono stati i funzionari Ema a individuare insieme alle autorità olandesi una sede temporanea adatta. Ora stanno trattando sull'affitto che è di molto aumentato rispetto alle ipotesi dell'offerta, secondo documenti del Cda ottenuti dalla Stampa.

5. È vero che le notizie sulle sedi temporanee sono state secretate? Ed è vero che lo ha concesso un segretario olandese?
Sì, sono state secretate, ma non sono state secretate solo parti dell'offerta olandese. Sedici Paesi hanno chiesto al segretariato generale della Commissione europea, che si occupava della procedura, di secretare parte delle loro offerte perchè le ritenevano informazioni confidenziali. Il segretariato è una struttura internazionale: il presidente è un olandese (andrà in pensione il 1 marzo), i tre vicepresidenti, solo per fare un esempio, sono una funzionaria greca, un francese e una lettone.

5. Anche Milano ha secretato la sua offerta?
Anche Milano, per la parte delle scuole internazionali disponibili e dei benefit concedibili ai funzionari Ema.

6. Gli altri Paesi hanno potuto leggere anche le informazioni confidenziali prima di scegliere chi votare?
Sì, i documenti della Commissione europea spiegano che quando è stato chiesto di condividere le informazioni con gli altri Stati tutti hanno accettato. Tuttavia Olanda e Francia hanno chiesto di condividere una versione "ristretta" della parte confidenziale del dossier.

7. Perché?
L'Olanda aveva chiesto di rendere confidenziali queste informazioni, perché il suo governo aveva prenotato per l'affitto entrambi i palazzi considerati papabili per ospitare l'Agenzia, ma non aveva ancora firmato i contratti di affitto. Voleva evitare "rialzo dei prezzi" e "speculazioni di mercato".

8. Come è possibile saperlo?
Il 9 febbraio il Comune di Milano ha chiesto accesso agli atti, il 16 febbraio il governo olandese ha pubblicato sul suo sito l'offerta completa.

9. È vero che il ricorso di Milano sarà affidato a un giudice olandese?
Per procedura i ricorsi per sospensiva di urgenza vengono presi in esame dal presidente del tribunale Ue, in questo caso un lussemburghese, o dal vicepresidente, in questo caso l'olandese Marc van der Woude. Secondo l'Ansa, documenti della cancelleria confermerebbero questa ultima ipotesi. A decidere del merito, invece, può essere un collegio di 3, 5 o 15 giudici.

10. Renzi dice che un giudice olandese non può occuparsi del caso: è vero?
No, anzi. Se nei tribunali internazionali la nazionalità fosse presa in considerazione come motivo di ricusazione dei giudici, l'organizzazione del lavoro sarebbe molto difficile. Le norme Ue dicono proprio che non può essere invocata per chiedere la modifica della composizione della Corte. Il codice di condotta dei giudici richiede che non facciano gli interessi secondo la loro nazione.

11. Il ricorso italiano sarà accettato?
I ricorsi sono diversi. Il comune di Milano ne ha presentati due: uno "di merito" cioè che chiede di esaminare la decisione dei leader di Stato nella sostanza e quindi la veridicità e completezza delle informazioni fornite da Amsterdam. E un altro che chiede di sospendere di urgenza quella decisione. Il governo italiano ne ha presentato un altro alla Corte Ue.

12. E allora chi decide?
In teoria la richiesta di sospensiva del comune è quella che prevede la procedura più breve. Ma secondo fonti Ue, il tribunale potrebbe aspettare la decisione della Corte sul ricorso del governo. O inviare il proprio fascicolo direttamente alla Corte visto le cause "gemelle". Intanto i legali del Consiglio europeo dicono che il ricorso del governo è irricevibile perché su Ema hanno deciso i leader e non l'istituzione Consiglio.

13. E come è andata?
C'è un documento ufficiale sui risultati del Consiglio Affari generali del 20 novembre 2017 che dice: «A margine dell'incontro del Consiglio Affari generali, i ministri hanno selezionato le nuove sedi per le due agenzie Ue attualmente basate nel Regno Unito e che avevano bisogno di essere ricollocate nel contesto della Brexit. Amsterdam (Olanda) è stata selezionata come nuova sede per l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) […]». Si tratta di come viene interpretata questa frase e se questo documento viene considerato una decisione del Consiglio o un semplice comunicato.

14. Perché non si sono presi in esame criteri oggettivi?
Perché ai leader di governo è andato bene così. I criteri sulla carta c'erano ed erano stati sottolineati dalla Commissione e ribaditi in ogni offerta, ma ognuno era libero di valutarli in autonomia e di tenerli in considerazione o meno. Infine nessuno pensava che si sarebbe davvero arrivati al sorteggio.

15. Andava bene anche all'Italia?
In una prima fase l'Italia si è battuta contro il criterio della distribuzione geografica delle agenzie, che avrebbe favorito l'Est, e per la creazione di una shortlist di candidati, poi ha dato il suo consenso alla procedura.

16. La partita si può riaprire?
È molto difficile, il parlamento europeo però ha potere di intervento perchè la Commissione europea ha concesso agli eurodeputati di revisionare il regolamento per l'Ema. E i deputati hanno tutto l'interesse di dire la loro dopo che la procedura scelta dai leader ha mostrato tutti i suoi limiti. L'Europarlamento però vuole anche che il trasloco sia efficiente e rapido.

17. Sono solo gli italiani che si preoccupano della faccenda?
Se ne occupa prima di tutto la commissione Ambiente, ma il relatore del dossier è Giovanni La Via, capo delegazione italiana per Forza Italia. In generale gli italiani si sono agitati molto, rischiando anche di far sembrare tutto un derby e non qualcosa da valutare a favore di tutti gli europei. Un quotidiano tedesco, la Suddeutsche Zeitung, si è dichiarato deluso dagli olandesi considerati solitamente efficienti.

18. Cosa vanno a fare il 22 febbraio ad Amsterdam gli eurodeputati?
Visitano il cantiere, l'edificio temporaneo, incontrano le autorità olandesi e i dirigenti di Ema.

19. L'offerta di Amsterdam era così pessima?
Amsterdam aveva un grande punto di forza e un grande punto debole: era la meta preferita per gli attuali dipendenti dell'agenzia, più dell'80% si era detto disponibile al trasloco, ma non aveva pronto l'edificio e quindi questa situazione complica la continuità operativa dell'agenzia nei primi sette, ma anche otto mesi.

20. L'offerta di Milano era meglio?
Difficile dirlo. Milano aveva l'edificio subito pronto, il Pirellone, ma un edificio vecchio da ammodernare. Non aveva la stessa offerta di scuole internazionali per l'inserimento delle famiglie straniere, ma era nel Paese con la seconda industria farmaceutica d'Europa. Avrebbe assicurato un numero abbastanza alto di trasferimenti, anche se minore di Amsterdam.

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