Fine vita: l’Emilia-Romagna approva la delibera, il centrodestra prepara il ricorso al Tar

Redazione
12/02/2024

La giunta guidata da Stefano Bonaccini ha provato a bypasare il voto dell'Aula per evitare una bocciatura come accaduto in Veneto. Dura la reazione dell'opposizione. Critico anche Marco Cappato.

Fine vita: l’Emilia-Romagna approva la delibera, il centrodestra prepara il ricorso al Tar

Scoppia il caso in Emilia-Romagna per la legge sul fine vita. La Giunta guidata dal dem Stefano Bonaccini, ha stabilito con una delibera ad hoc, approvata lunedì 5 febbraio, e alcune linee di indirizzo operative nella gestione dei casi per le Ausl, il percorso per rendere effettivo il suicidio medicalmente assistito. La delibera regionale ha anche stabilito che dovranno trascorrere 42 giorni al massimo dalla richiesta all’esecuzione del trattamento. Un provvedimento che nella sua formulazione ha anticipato la discussione in Consiglio sulla cosiddetta proposta di legge Cappato in calendario il 13 febbraio e soprattutto, ha bypassato il voto dell’Aula che rischiava di provocare alcune spaccature tra maggioranza e opposizione o persino una bocciatura come avvenuto in Veneto. Ma le opposizioni, con Forza Italia in prima fila, hanno denunciato di voler fare ricorso al Tar e di voler presentare martedì una risoluzione per un parere dell’Avvocatura di Stato. La Giunta però ha tutta l’intenzione di andare avanti. «Il dispositivo recepisce la sentenza n.242 del 2019 della Corte costituzionale, rendendo di fatto esigibile il diritto di persone che versano in condizioni terminali con sofferenze enormi sul piano fisico e psicologico, ovviamente capaci di intendere e volere», ha spiegato l’assessore alla Sanità Raffaele Donini.

Il centrodestra: «Delibera totalmente illegittima»

«Delibera totalmente illegittima», ha tuonato la consigliera di Forza Italia Valentina Castaldini. «Perché Bonaccini e l’assessore Donini creano un comitato ad hoc, fatto di persone che hanno scelto loro, per decidere sulla vita dei cittadini», ha proseguito l’esponente azzurra, particolarmente critica contro una delle novità introdotte, ossia il Corec, il Comitato regionale per l’etica nella clinica. Ma le critiche sono arrivate anche da parte del tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni Marco Cappato. «Sarebbe grave se un Consiglio regionale non si assumesse la responsabilità di votare la legge per paura di perdere», ha dichiarato. Il problema, ha ribadito, «non è tanto la delibera, con cui si istituisce il Comitato Corec ma il fatto che ciò che noi realizziamo con la proposta di legge è tradotto solo nelle linee di indirizzo alle Asl. Un atto che ancor più facilmente può essere cancellato e ciò che cambia è la natura giuridica. La legge crea un diritto alla persona che soffre, le linee di indirizzo no», ha precisato Cappato.

L'Emilia-Romagna approva la delibera sul fine vita: il centrodestra prepara il ricorso
Valentina Castaldini. (Imagoeconomico).