Emilia-Romagna, multe annullate: M5s contro Bonaccini

29 Marzo 2018 15.28
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Aria di multa gate in Regione Emilia-Romagna. Sedici contravvenzioni per eccesso di velocità su 21 sono state annullate o archiviate perché le infrazioni sarebbero state compiute per impegni istituzionali. Sono quelle che in circa due anni hanno coinvolto l'unica auto blu della Giunta, servizio chiuso lo scorso agosto con il pensionamento dell'unico autista. A sollevare il caso è stata Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 stelle, dopo un accesso agli atti. «Questa vicenda dimostra, per l'ennesima volta, come Stefano Bonaccini e la sua Giunta non abbiano affatto rinunciato ai privilegi di una certa politica, anzi», ha detto Piccinini annunciando un'interrogazione.

BONACCINI: «NESSUN PRIVILEGIO». A stretto giro ha risposto il governatore emilaino-romagnolo. «Per noi la sobrietà è un pilastro e un valore irrinunciabile, se siamo andati contro la sensibilità anche di una sola persona chiediamo scusa», ha detto. «Lo abbiamo dimostrato tagliando i costi della politica, combattendo gli sprechi, azzerando le auto blu, cancellando i vitalizi. Nessuna legge infranta e nessun euro speso dalla Regione. Vogliamo stare vicini ai territori ed essere ovunque ci chiamino». Anche nella vicenda delle multe relative agli spostamenti che i componenti la Giunta hanno effettuato dal 2015 al 2017, ha continuato il presidente dem, «con l'auto guidata dal solo autista dipendente della Regione, ora andato in pensione, non ci sono stati privilegi: nessuna legge è stata infranta e non un euro è stato speso dall'Ente. Dopodiché, parliamo di una ventina di multe su oltre mille spostamenti, tutte missioni istituzionali, per stare, come ho detto fin dal primo giorno, vicini al territorio ed essere ovunque ci chiamino. Complessivamente centinaia di migliaia di chilometri percorsi se consideriamo anche gli spostamenti con le nostre auto personali».

«NESSUN COSTO PER LA COLLETTIVITÀ». «Proprio perché giriamo l'Emilia-Romagna in lungo e in largo», ha continuato Bonaccini, «è capitato di tardare e di non voler mancare agli appuntamenti, così come i ricorsi presentati alle Prefetture sono stati fatti seguendo le istruzioni sulle notifiche arrivate, come chiunque può fare. Ripeto: nessun privilegio e favore perché siamo o ci sentiamo la Regione, per dirla con chiarezza. E così come l'essere nei territori, ascoltare la società regionale ci sembra normale, altrettanto è sembrato all'Amministrazione il poter fare ricorsi sulle multe, senza gravare in alcun modo sulla collettività in caso di non accoglimento da parte delle Prefetture, come in alcuni casi è successo. Ed è normale per me, per noi, chiedere scusa se nel fare questo siamo andati contro la sensibilità della nostra comunità, quella emiliano-romagnola, anche di una sola persona».

Giustificazioni che non hanno frenato Piccinini. «Le scuse del presidente Bonaccini sono un bagno di umiltà che apprezziamo particolarmente e che dimostrano come le nostre osservazioni non siano per niente strumentali», ha commentato la consigliera pentastellata. «Seppur su questa vicenda, almeno fino a oggi, non sembrano emergere violazioni di alcuna legge», ha proseguito, «dal punto di vista etico e morale la richiesta di farsi cancellare una multa per eccesso di velocità ci sembra quantomeno discutibile, oltre che non pienamente compatibile con il ritornello della sobrietà pubblicizzato dallo stesso Bonaccini dall'inizio della legislatura». Nonostante apprezzi le scuse, Piccinini lamenta il fatto che siano arrivate solo giovedì 29 marzo, «quando la notizia delle multe cancellate sta avendo una eco ormai nazionale, con una pioggia di critiche anche da parte di certa stampa di solito sempre molto indulgente con lo stesso Bonaccini e i suoi assessori».

DUBBI SUL METRO DI GIUDIZIO. Non è chiaro poi quale sia stato il metro di giudizio per annullare solo alcune multe. «Ci sono alcuni casi, come quello che riguarda l’assessore Petitti che a marzo del 2016 veniva immortalata in autostrada dal sistema tutor a sfrecciare in auto blu a 159km/h di media, in cui la giustificazione dell’impegno istituzionale non è bastata al Prefetto di Modena per annullare la sua multa, che infatti venne confermata», fa notare Piccinini sul Blog delle stelle. «Peccato che però si trattasse della terza multa presa nel giro di pochi minuti in autostrada e che le altre due, con la medesima giustificazione, siano state tranquillamente annullate». In altri casi, poi, le spiegazioni presentate appaiono, scrive la pentastellata, «quantomeno singolari» nonostante le multe siano state comunque cancellate.

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