Emilio Fede vuole chiedere la grazia a Mattarella

Emilio Fede vuole chiedere la grazia a Mattarella

15 Aprile 2019 09.58
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Emilio Fede, condannato in via definitiva a quattro anni e sette mesi per il caso Ruby bis, è intenzionato a chiedere la grazia al capo dello Stato. «È' un'idea che ha un senso e ci stiamo riflettendo», ha spiegato il suo legale, l'avvocato Salvatore Pino, dopo averlo incontrato il 15 aprile. Per l'ex direttore del Tg1 e del Tg4 nei prossimi giorni inizierà la detenzione domiciliare per scontare la prima parte della pena.

PENA ESTINTA NEL CASO LA RICHIESTA FOSSE ACCOLTA

Fede, che si è sempre proclamato innocente rispetto al reato di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa San Martino di Silvio Berlusconi ad Arcore, vuole presentare la domanda di grazia a Sergio Mattarella. Per il suo difensore, che ha incontrato il giornalista, il reato per cui è stato condannato, la vicenda più in generale e le condizioni dell'ex direttore, che ha quasi 88 anni, sono tutti elementi per i quali «ha un senso» la richiesta di grazia che se accolta estingue la pena.

I MOTIVI DI SALUTE DIETRO LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

«Stiamo riflettendo e vedremo come procedere», ha aggiunto il legale. Lo scorso 12 aprile Fede ha ottenuto dalla procura generale milanese la sospensione dell'ordine di carcerazione con differimento della pena in attesa che la Sorveglianza col giudice Gaetano La Rocca dia di fatto il via libera alla detenzione domiciliare, misura alternativa che a Fede può essere concessa perché ha più di 70 anni e il reato per cui è stato condannato non è ostativo. Nell'istanza la difesa ha evidenziato anche motivi di salute e Fede ha chiesto al giudice di poter stare nella casa della moglie a Napoli. Per lui, dunque, si aprirà nei prossimi giorni la strada dei domiciliari, regime detentivo con cui dovrà scontare almeno alcuni mesi, prima che la parte rimanente della pena arrivi a quattro anni, quando poi potrà chiedere l'affidamento in prova.

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