Il governo Usa dà mano libera agli Stati sul carbone

L'Agenzia per la protezione dell'ambiente cancella i limiti federali per le emissioni delle centrali elettriche varati nell'era Obama. Adesso ogni Stato potrà fissare i propri parametri, ma si prevedono conteziosi legali.

19 Giugno 2019 19.03
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L’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) degli Stati Uniti ha stabilito che d’ora in poi saranno i singoli Stati americani a decidere i limiti per le emissioni delle centrali elettriche a carbone. Addio quindi agli standard federali varati nell’era Obama. Eppure la stessa Epa, in un suo recente studio, ha stimato in circa 1.400 entro il 2030 le morti premature che potrebbero avvenire in seguito all’entrata in vigore di questa norma. Morti causate dalle conseguenze delle emissioni inquinanti.

LA PROMESSA DI TRUMP

La cancellazione dei limiti federali rientra nella promessa fatta in campagna elettorale dal presidente Donald Trump, che si era impegnato ad aiutare l’industria carbonifera. Ma probabilmente finirà per determinare una serie di conteziosi legali con i gruppi ambientalisti e con alcuni Stati “verdi” come quello di New York, che giudicano un provvedimento simile dannoso per la salute pubblica e per la lotta ai cambiamenti climatici.

IL PIANO OBAMA BLOCCATO DALLA CORTE SUPREMA

Il piano emissioni varato durante la presidenza Obama, se attuato, sarebbe stato in grado di prevenire 3.600 morti premature all’anno, 1.700 attacchi di cuore e 90 mila attacchi d’asma. Aveva anche lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra del 32% rispetto ai livelli del 2005. Ma Trump, dopo aver conquistato la Casa Bianca, ha definito il piano Obama «eccessivamente prescrittivo e oneroso». E l’Epa si è adeguata, spiegando che la nuova amministrazione intende «promuovere l’indipendenza energetica, facilitare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro». Anche il piano Obama ha dovuto fronteggiare numerose cause promosse da gruppi industriali e Stati guidati dai repubblicani. Nel 2016 la Corte Suprema lo ha bloccato, ma alcune centrali nel frattempo avevano già iniziato a lavorare per ridurre le proprie emissioni.

NEW YORK E CONNECTICUT SUL PIEDE DI GUERRA

Il procuratore generale di New York, Letitia James, ha detto che il suo Stato e altri sono pronti ad andare in Tribunale: «È una chiara violazione del Clean Air Act, intendo citare in giudizio l’Epa e non vedo l’ora di collaborare con altri Stati e città per proteggere tutti gli americani dagli impatti sempre più disastrosi dei cambiamenti climatici». Al suo fianco si è già schierato il procuratore generale del Connecticut, William Tong.

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