Enel, Bezzeccheri e le colpe del blackout argentino

Le 14 ore di buio che hanno coinvolto più di 50 milioni di persone hanno offuscato la luce del manager che da un anno è responsabile della Region South America del colosso italiano.

21 Giugno 2019 10.00
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C’è molta Enel nel buio argentino di domenica 16 giugno. E di conseguenza si è offuscata la luce di Maurizio Bezzeccheri, manager 61enne in Enel da un ventennio e da un anno responsabile della Region South America del colosso dell’elettricità guidato da Francesco Starace. E che proprio Starace aveva voluto a tutti i costi in quella posizione.

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IL DANNO D’IMMAGINE E QUELLO ECONOMICO

Il blackout che ha coinvolto oltre 50 milioni di persone per ben 14 ore tra Argentina, Brasile, Cile, Uruguay e Paraguay ha un colpevole: la società Edesur, di proprietà dell’Enel dal 1992. Da Buenos Aires Edesur si è difesa comunicando che il «guasto del sistema di trasporto dell’energia centrale idroelettrica di Yacyretà non è stato prodotto da un intervento umano». Ma non toglie nulla al pesante danno di immagine che la cosa ha procurato, considerato che il disagio recato è stato enorme e i danni economici ancora difficilmente quantificabili.

Maurizio Bezzeccheri, responsabile della Region South America di Enel.

I RINCARI IN BOLLETTA NONOSTANTE UNA RETE OBSOLETA

E come in tutti i casus belli che si rispettano anche questa vicenda ha acceso un faro – evidentemente a batterie autonome – sulla gestione dell’infrastruttura elettrica argentina, e sulla sua scarsa qualità, con conseguenti richiami alla necessità di interventi di ammodernamento. Che evidentemente Enel ha lesinato di fare in questi anni, badando più all’ultima riga dei bilanci. Cosa che ha suscitato enormi polemiche, rese ancora più aspre dai costanti rincari che hanno pesato sulle bollette energetiche argentine dal 2015 a oggi, con punte del 500% nella Capitale e di oltre il 250% nel resto del Paese. E dal fatto che l’Argentina, pur in difficoltà finanziarie, ha rimesso in favore di Edesur i debiti originati da prestiti e attività di compravendita di energia, quelli derivanti dall’applicazione di agevolazioni tariffarie nel biennio 2017-18 e ha condonato le sanzioni a lei ascritte. Aumenti e aiuti che hanno prodotto una crescita significativa dei profitti di Edesur – che si stima possano raggiungere nel 2019 i 180 milioni di euro – ma che appunto non hanno portato a un miglioramento complessivo del servizio.

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LA PROMOZIONE DI BEZZECCHERI

Così sono venute alla mente le parole usate da Starace, quando un anno fa ha benedetto la promozione di Bezzeccheri: «È un manager di comprovata esperienza nel settore energia e rinnovabili in Sudamerica, regione che conosce profondamente avendo guidato la country Argentina e, prima ancora, l’area America Latina di Enel Green Power; sono sicuro che i nostri stakeholder in Sudamerica continueranno a trarre significativi benefici dalla nostra presenza nell’area per mezzo del grande bagaglio di conoscenza e di competenze di Maurizio». Amen.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

LA REPLICA DI ENEL

Con riferimento all’articolo pubblicato in data odierna dalla vostra testata online dal titolo Enel, Bezzeccheri e le colpe del blackout argentino, Edesur, società del Gruppo Enel che gestisce la rete di distribuzione nella regione sud di Buenos Aires, intende chiarire quanto segue a fronte di svariate e gravi inesattezze presenti in detto articolo.

Edesur e tutto il suo management precisano la loro totale estraneità relativamente alle cause del blackout di domenica scorsa.

Tale blackout, che ha interessato Argentina e Uruguay, è stato causato, come confermato dalla Secretaría de Gobierno de Energía argentina nella stessa giornata di domenica, da un disservizio al sistema di interconnessione del Paese (SADI), rete in alta tensione non gestita da Edesur né da altre aziende distributrici in Argentina, le cui cause sono attualmente in corso di investigazione da parte delle istituzioni argentine.

Ciò è stato chiaramente confermato anche nei giorni seguenti al blackout da funzionari del Governo argentino e di Cammesa (Compañía Administradora del Mercado Mayorista Eléctrico) in una conferenza stampa, come riportato, tra gli altri, dall’agenzia italiana Nova lo scorso 18 giugno. Edesur tiene a precisare che le dighe di Yacyretà e Salto Grande non sono gestite in alcun modo da Edesur o altra società del Gruppo Enel.

Il fuori servizio del sistema di interconnessione ha determinato la disalimentazione a monte per tutte le imprese di distribuzione elettrica argentine, tra le quali Edesur ed Edenor (altra società di distribuzione, non gestita dal Gruppo Enel, che fornisce elettricità nella parte nord della città di Buenos Aires).

Edesur, che con le sue reti distribuisce elettricità a 2,5 milioni di clienti nella zona meridionale di Buenos Aires, è stata la prima azienda a comunicare, ai propri clienti, l’origine del blackout e a fornire costanti aggiornamenti circa il processo di ripristino del servizio a seguito del progressivo ritorno in esercizio del sistema di interconnessione.

Si intende infine precisare che, contrariamente a quanto erroneamente riportato nell’articolo, Edesur è entrata a far parte del Gruppo Enel soltanto nel 2009, in conseguenza dell’acquisizione, da parte della società italiana, dell’utility spagnola Endesa la quale, a sua volta, già controllava Edesur.

Ufficio stampa Enel

Nell’articolo non si è mai affermato che Edesur ha causato il blackout, ma che ha impianti vecchi e dunque non in grado di fronteggiare una emergenza come quella che si è verificata.

Edesur accoglie positivamente il chiarimento della redazione di Lettera43, che ha precisato come non intendesse attribuire presunte responsabilità all’azienda per un blackout che ha interessato due interi Paesi, sebbene, nell’indicare in detto articolo che «il blackout che ha coinvolto oltre 50 milioni di persone (…) ha un colpevole: Edesur (…)», si lasciasse intendere al lettore il contrario.

Edesur intende rimarcare come la velocità con la quale ha proceduto al ripristino del servizio per i propri clienti, a seguito della progressiva rialimentazione della rete in alta tensione gestita da terzi, provi piuttosto l’efficienza dimostrata da parte dell’Azienda nella gestione di un’emergenza internazionale di tale portata.

Ufficio stampa Enel 

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