Dai rifiuti al bio-olio: al via la rivoluzione Eni a Gela

Dai rifiuti al bio-olio: al via la rivoluzione Eni a Gela

12 Febbraio 2019 21.33
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Alla natura servono milioni di anni per completare il processo che permette di trasformare biomasse preistoriche in carburanti che diventano energia. Oggi, invece, in Italia è possibile convertire i rifiuti organici in biocarburante in poche ore, grazie a un impianto pilota, a basso impatto ambientale, gestito da Syndial nella raffineria Eni di Gela, in Sicilia. Del resto il petrolio stesso, da cui si ricavano i carburanti "tradizionali", deriva dalla decomposizione della sostanza organica (animale e vegetale) e si è formato a seguito di un lungo processo di mutazione della materia biologica depositata sul fondo del mare, dove l'azione secolare dei microrganismi sulle sostanze organiche poste ad elevate pressioni e temperature ha determinato la trasformazione dei sedimenti organici in idrocarburi.

L'IMPIANTO DI GELA ATTIVO DAL 2018 PER BIO-OLIO E ACQUA

Insomma, quello che fino a pochi anni fa era solo un'ipotesi di ricerca, adesso è realtà. Grazie alla tecnologia “Waste to fuel” sviluppata nei laboratori di ricerca Eni, il 27 dicembre 2018 è entrato in funzione il primo impianto pilota per il recupero e la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) in un bio-olio che servirà a produrre carburanti di nuova generazione. L'impianto, che è gestito da Syndial, società ambientale di Eni, ha una capacità produttiva di bio-olio stimata in circa 70 chilogrammi al giorno e viene alimentato con 700 kg al giorno di rifiuti organici forniti dalla società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti Srr di Ragusa. Il suo utilizzo, inoltre, genera come sottoprodotto una risorsa preziosa e sempre più scarsa: l’acqua, impiegabile per usi industriali e civili. Il rifiuto umido, infatti, è valorizzato non solo tramite la produzione di bio-olio e biometano ma anche con il recupero e il trattamento del suo contenuto di acqua, pari a circa il 70%. Parliamo, dunque, di un sistema in grado di generare complessivamente grandi vantaggi per la collettività.

DALLA COLZA AI RIFIUTI: LA SVOLTA PER L'AMBIENTE

Fino a qualche anno fa si pensava che l'unica alternativa al petrolio fossero i biocombustibili derivanti dall'olio di palma e di colza. Ma la strada scelta non era priva di controindicazioni: l'impiego di materie prime vegetali per i biocarburanti entra infatti in competizione con il mercato alimentare, senza contare che le piantagioni necessarie per la produzione di questi biocarburanti contribuiscono in maniera importante alla deforestazione. Per questo l’attenzione dei ricercatori del gruppo Eni si è spostata sulla produzione di biocarburanti di nuova generazione che utilizzano materie prime non edibili – risolvendo il problema della concorrenza con il mercato alimentare – oscarti di lavorazione. Non solo. Le sperimentazioni più avanzate sono riuscite ad andare ben oltre, immaginando nuovi combustibili derivanti dal riciclo di rifiuti organici, solidi urbani, dai residui della plastica e anche dalla fermentazione delle alghe, solo per citare alcuni esempi.

GELA LA SPERIMENTAZIONE, L'OBIETTIVO SONO LE GRANDI CITTÀ

La messa in esercizio dell’impianto rappresenta così il primo traguardo di un percorso nato dalla ricerca di Eni e avviato con la definizione della tecnologia proprietaria "waste to fuel", messa a punto nel Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente a Novara. Il gruppo di San Donato Milanese pone così un altro importante pilastro di una strategia improntata al modello integrato di economia circolare che la porterà a realizzare, completata la fase pilota, impianti su scala industriale, contribuendo così all'eliminazione di una grande quantità di rifiuti organici tramite il loro riutilizzo, fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e anche all’estero. Le attività svolte dall’impianto di Gela permetteranno infatti a Eni di acquisire le informazioni necessarie per la progettazione dei nuovi impianti.

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