Enrico Mentana contro i No Vax dopo la morte della zia: «Non si fermano davanti a niente»

Redazione
07/11/2023

Il direttore del Tg di La7, a pochi giorni dalla scomparsa della volontaria milanese Marisa Cingoli, sua parente, ha chiesto ai vertici di X maggiori controlli dopo che alcuni profili anonimi hanno rilanciato i post della donna sulla vaccinazione per «irriderla», collegando la scomparsa ai vaccini contro il Covid».

Enrico Mentana contro i No Vax dopo la morte della zia: «Non si fermano davanti a niente»

A pochi giorni dalla morte di Marisa Cingoli, storico volto del volontariato milanese e zia di Enrico Mentana, i post della donna sui social media sono stati presi di mira dai No Vax. Diversi profili anonimi hanno pubblicato foto dei post scritti dalla donna tra il 2021 e il 2022, in cui annunciava di aver fatto la terza e la quarta dose del vaccino Covid. A corredo, frasi di scherno o tentativi di associare la morte dell’anziana donna alla vaccinazione. A denunciarlo è stato lo stesso giornalista, che ha lanciato un appello a X, l’ex Twitter, chiedendo una stretta contro hater e chi fa disinformazione.

Mentana: «Non si fermano neanche davanti alla morte»

Enrico Mentana nel suo post ha scritto: «Cari amministratori di X, questo vostro iscritto dà a suo modo notizia della morte della signora Cingoli, legandola in modo subdolo alle vaccinazioni da lei fatte con fede nella scienza e senso civico (era ultraottantenne al momento della diffusione del Covid). La malcelata soddisfazione di questo abietto individuo nel momento in cui pensa di colpire al contempo una persona appena scomparsa e il nipote, in nome della rivalsa No Vax, mi induce a chiedervi quale controllo esercitate su questi seminatori di odio incarognito, che non si fermano neanche davanti alla morte».

Il giornalista: «Ignoranti che irridono chi non c’è più»

Il direttore del Tg di La7 ha proseguito e spiegato che queste persone usano la morte «per irridere a chi non c’è più e non può replicare, inventando un legame della morte con l’odiato vaccino. Peraltro, come spesso accade, accanto al nickname (non sia mai che usino il loro vero nome) campeggia una bandiera russa. Senza considerare, nella sua invasata ignoranza, che vanto della Russia fu l’aver prodotto il primo vaccino, lo Sputnik».