Eredità Agnelli, perché la guerra della figlia rinnegata Margherita va oltre i soldi

Paolo Madron
12/02/2024

I 400 COLPI. Leggere la sua lunga battaglia legale in termini di pura rivendicazione economica non rende gli esatti contorni degli eventi. Sicuramente pesa il desiderio di far entrare l’asse De Pahlen nella spartizione. Ma c’è anche il bisogno di vendicarsi di genitori la cui anaffettività vissuta come personale umiliazione ha lasciato ferite aperte.

Eredità Agnelli, perché la guerra della figlia rinnegata Margherita va oltre i soldi

Gianni Agnelli, per decenni simbolo glamour dell’industria italiana, è morto nel gennaio del 2003. Ed è praticamente da allora che si è aperto e mai chiuso il problema della sua eredità, che in questi 20 anni è apparso e scomparso dalle cronache come un fiume carsico. Ma che ora, con la magistratura entrata a piedi uniti nella trama accusando John Elkann di aver mentito al fisco, sembra presagire clamorosi sviluppi.

La battaglia tra Margherita Agnelli, novella Medea, e i figli che la rinnegano come madre ed erede

La vicenda ha assunto man mano i contorni di un’epica tragedia. Con la madre Margherita novella Medea che metaforicamente uccide i tre figli avuti dal suo primo matrimonio, sacrificando così l’ancestrale legame di sangue con la sua progenie. E i figli che a loro volta gelidamente la rinnegano: prima come madre, poi come erede. In questo rivendicando il legame diretto con il nonno, forti del fatto che anche l’Avvocato, con sempiterno cruccio della silente moglie Marella, avesse in qualche modo disconosciuto Margherita e soprattutto il primogenito Edoardo, che pose fine alla sua vita gettandosi da un viadotto della Torino-Savona rivendicando con quel drammatico gesto anche una tradita mozione degli affetti. E se Edoardo ha pagato con la vita il suo tributo all’assenza e al disprezzo del padre, Margherita è scappata da Torino sposando Serge De Pahlen, francese di nobile ascendenza russa, ricreando con lui e i loro cinque figli quella famiglia che non aveva mai avuto.

Eredità Agnelli, perché la guerra della figlia rinnegata Margherita va oltre i soldi
Margherita Agnelli nel 2008 (Getty Images).

Oltre i soldi c’è il desiderio di vendetta 

Tutto questo spiega in parte i motivi per cui a Margherita non bastano gli 1,3 miliardi di euro incassati nel 2004 come contropartita alla rinuncia all’eredità del padre e a quella futura della madre. Perché leggere la lunga battaglia legale in termini di pura rivendicazione economica non rende gli esatti contorni degli eventi. Che pure è presente, e prefigura sviluppi clamorosi: se la magistratura infatti accertasse che la residenza svizzera di Marella Agnelli era una copertura fittizia per evadere le tasse e soprattutto legittimare la decisione del marito di eleggere il nipote John a suo erede, tutto verrebbe rimesso in discussione. Compresi gli assetti di Exor, la cassaforte delle attività industriali e finanziarie della dinastia sabauda. Sicuramente ci sono di mezzo i soldi, perché quelli ottenuti sono nulla rispetto alla magnitudine del patrimonio. Sicuramente c’è il desiderio di far entrare anche l’asse De Pahlen nella spartizione di un’eredità complicatissima da decodificare, visti i mille rivoli delle società offshore in cui l’Avvocato l’aveva dispersa. Ma c’è anche il bisogno di Margherita di vendicarsi di un padre e di una madre la cui anaffettività vissuta come personale umiliazione ha lasciato ferite aperte. Che lei pensi (o si illuda) di chiuderle facendo ricadere sui figli le colpe dei genitori è il lato doloroso e inquietante di questa infinita controversia.