Guido Mariani

Eroina, il mercato è ancora fiorente

Eroina, il mercato è ancora fiorente

03 Febbraio 2014 15.07
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Un incubo che non passa. La tragica morte di Philip Seymour Hoffman è un ulteriore segnale di come l’eroina non sia, come comunemente si pensa, passata di moda, né sia stata del tutto soppiantata da stupefacenti più “d’elite” come la cocaina o le droghe sintetiche.
Nel mondo dello spettacolo negli Anni 70 e 80 l’eroina fu un fenomeno quasi epidemico. Uccise Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Tim Buckley, Sid Vicious, John Belushi e tantissime altre star ne furono schiave tra cui Eric Clapton, Neil Young, Anthony Kiedis. Negli Anni 90 il consumo diminuì, ma stroncò la vita di giovani star come Kurt Cobain e River Phoenix. Quest’anno l’eroina ha già ucciso Cory Monteith, della serie tivù Glee, mentre altri divi del cinema come Angelina Jolie, Robert Downey Jr. e Samuel L. Jackson ne hanno fatto uso nel recente passato.
IL FENOMENO PERSISTE. Le star ovviamente sono dei campioni poco rappresentativi, ma i dati parlano di un fenomeno che non solo non è scomparso, ma che persiste con qualche segno di crescita.
Negli Stati Uniti, come hanno messo in luce alcune recenti inchieste del New York Times e del Wall Street Journal, l’uso di eroina sta aumentando soprattutto in provincia e nelle piccole città.
DA 300 MILA A 600 MILA UTILIZZATORI. Rispetto al passato l’eroina è più economica, relativamente facile da trovare e sta diventando una scelta di comodo per chi ha già una dipendenza da antidolorifici oppiacei come il farmaco OxyContin (Ossicodone).
Secondo i dati del 2011, i più recenti della National Survey on Drug Use and Health, gli utilizzatori di eroina sono quasi raddoppiati in quattro anni passando da 373 mila a 620 mila. Non si può parlare di boom, ma i dati sono preoccupanti e non è un fenomeno solo americano.
DALL’AFGHANISTAN ALLA RUSSIA. Se negli Anni 70 e 80 l’eroina proveniva in gran parte dal Sudest asiatico e dal cosiddetto “triangolo d’oro” (compreso fra la Birmania, il Laos, la Thailandia e il Vietnam), oggi la maggior parte della produzione avviene in Afghanistan. Secondo uno studio pubblicato da The Lancet nel 2012, al mondo ci sono dai 12 ai 21 milioni di consumatori di oppiacei, per un business stimato di 55 miliardi di dollari all’anno.
Dall’Afghanistan tormentato dalla guerra l’oppio segue la rotta nordica che porta la droga in Russia (per un “fatturato” da 13 miliardi di dollari) e quella balcanica che porta lo stupefacente in Europa occidentale (dove genera affari per 20 miliardi di dollari).

L’eroina cambia rotta: in Italia diminuiscono i sequestri

Secondo la direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) l’Italia, grazie alla sua peculiare posizione, è sempre stata un fondamentale hub di questo traffico, nonché una delle principali porte d’accesso della droga per l’Europa. Tuttavia, sempre secondo la Dcsa, i sequestri di eroina sono in calo: nel 2013 sono stati sequestrati 730 chilogrammi, nel 2012 erano stati 894 chili.
Il calo dei sequestri però non corrisponde necessariamente a un crollo del mercato, bensì segnala come la droga abbia trovato percorsi più sicuri al di fuori dell’Italia e reti distributive più solide.
Appare infatti sempre più consolidata la rotta africana: l’eroina attraversa il continente a partire dal Corno d’Africa e fa tappa sui paesi sulla costa occidentale. Da qui, via mare, approda in Nord America e in Nord Europa.
EMERGENZA AL SUD. Annualmente il governo italiano pubblica uno studio sull’uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze nel nostro Paese che fotografa bene la situazione. «Per l’eroina si nota», si legge nel rapporto del 2012, «una diminuzione dei consumi. Tuttavia preoccupa la stabilità dell’assunzione di tale micidiale droga da parte degli studenti dell’Italia meridionale e insulare e della popolazione femminile. La contrazione dei consumi, inoltre, sembra essere accompagnata da un aumento della frequenza di assunzione tra gli studenti che hanno provato eroina negli ultimi 30 giorni».
LA TENDENZA ALLA CRONICIZZAZIONE. Il nostro Paese, rispetto alla media europea, ha il record di utenti in trattamento con età superiore a 39 anni, quale indicazione della tendenza alla cronicizzazione. Sempre più diffuso, inoltre, “il policonsumo”: i consumatori di cocaina come sostanza primaria usano nell’84,5% dei casi anche cannabis e nel 16,4% eroina. I consumatori primari di eroina usano nell’ 85,3% dei casi anche cannabis e nell’83,9% cocaina.
L’eroina risulta ancora essere la prima sostanza responsabile delle morti per overdose; la seconda è la cocaina.
COSTI IN CALO. Il consumo è tenuto stabile anche grazie ai prezzi generalmente in calo: il costo dell’eroina bianca varia dai 69 ai 55 euro e dell’eroina brown 47 euro. La purezza è, come sempre, molto variabile oscillando tra il 2% e il 50%. Secondo alcuni esperti, il calo dei prezzi e la diffusione di modalità di assunzione meno cruente rispetto alla classica endovenosa, come l’assunzione tramite fumo o con la sniffata caratteristica della cocaina, potrebbero nei prossimi anni allargare notevolmente il mercato dei consumatori.
La morte di Philip Seymour Hoffman lascerà un vuoto enorme nel mondo del cinema americano, ma lascia anche un monito che va al di là di Hollywood. L’eroina è un nemico che non è stato ancora sconfitto.

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