«Esiste il rischio di disordini in piazza»

Redazione
14/10/2010

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha lanciato l’allarme: «Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom di sabato 16 ottobre...

«Esiste il rischio di disordini in piazza»

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha lanciato l’allarme: «Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom di sabato 16 ottobre è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima», e ha aggiunto, «Il rischio è che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40 mila persone che sfileranno pacificamente, staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta», ha detto il ministro dell’Interno, «per l’infiltrazione nella manifestazione anche da parte di gruppetti stranieri».  
«Il rischio», ha dichiarato Maroni al quotidiano La Repubblica, «è che qualcuno utilizzi il corteo per scopi violenti. Temo», sottolinea l’esponente politico, l’utilizzo del corteo da parte di chi vuole fare violenza a prescindere dai contenuti».
Maroni, come spiega lui stesso, è preoccupato per la manifestazione della Fiom dopo gli episodi di violenza che si sono verificati contro Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl. L’8 agosto il sindacalista aveva abbandonato un incontro pubblico dopo che una ragazza gli aveva lanciato contro un fumogeno.
Maroni ha inoltre voluto invitare a non sottovalutare alcuni episodi avvenuti recentemente e paragonati a «ragazzate», e alla domanda sull’atteggiamento della Fiom ha risposto: «sono sicuro che saprà controllare». Poi ha annunciato che il 15 ottobre incontrerà i vertici del sindacato.
E a proposito degli ultimi episodi di violenza contro i sindacati, il ministro Maroni ha commentato «In Italia c’è un clima non buono, con le minacce a sindacalisti e frange di violenti che considerano i riformisti collaborazionisti, traditori».

Perché si sfila

La Fiom ha organizzato la manifestazione per protestare contro il Governo. Secondo i sindacati l’amministrazione di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dovrebbe sistemare il contratto nazionale. Fino a quando questo non avverrà, precisano i sindacati, i diritti dei lavoratori verranno violati come è già successo a Pomigliano, in provincia di Napoli, dove l’azienda Fiat ha   proposto ai propri operai una soluzione senza l’ausilio delle associazioni di categoria.

Perché non sfila l’opposizione

Il dirigente del Pd Beppe Fioroni prende le distanze dalla manifestazione della Fiom. L’esponente politico, dalle pagine del quotidiano La Stampa, spiega perché il Partito Democratico ha deciso di non sostenere i lavoratori che sabato 18 ottobre sfileranno a Roma.
«Il Pd», spiega Fioroni, «non aderisce perché ci sono state violenze verbali e giudizi sugli attentati alla Cisl che noi condanniamo e censuriamo. Occorre, sottolinea l’esponente politico, la capacità di governare le piazze e di non essere trascinati e tirati per la giacca, con l’ossessione che qualcuno ci porti via dei consensi. Anche quelli delle frange estreme della sinistra che ci potrebbe portare cinque voti e farcene perdere mille».
Non la pensa come Fioroni l’esponente politico Walter Veltroni, che ospite di Porta a Porta, nella puntata del 14 ottobre, ha ammonito il ministro dell’Interno in merito ai timori di infiltrazioni di gruppi violenti. «Attenzione a non creare un clima mediatico che accresca la tensione invece di farla diminuire. La Fiom è un grande sindacato, svolgerà una grande manifestazione che sarà conclusa da un discorso del segretario generale della Cgil», e ha aggiunto, «chiaro che gli episodi che si sono ripetuti non possono avere se e ma. Ci siamo già passati in questo film. Quando ci sono episodi di intolleranza bisogna condannarli sempre e comunque».