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La Cina risponde agli Usa su commercio e Hong Kong

La Cina risponde agli Usa su commercio e Hong Kong

Pechino ha chiesto ufficialmente a Washington di non interferire sui rapporti con la città Stato. E si è detta pronta a rispondere a eventuali tariffe di Trump.

11 Giugno 2019 13.02

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La Cina ha deciso di alzare la voce, nel conflitto per la leadership che oramai su moltissimi fronti la vede in contrapposizone con l’aggressiva amministrazione Trump, a partire da quello commerciale. «La Cina risponderà con forza se gli Usa punteranno all’escalation delle tensioni commerciali», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang l’11 giugno, ancora una volta non confermando il vertice tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di fine mese a Osaka. Senza incontro, Trump ha miniacciato di imporre nuove tariffe. Geng ha detto che se il ministero fosse stato a conoscenza di un meeting, l’informazione sarebbe stata resa nota. Il 10 giugno il presidente Usa ha detto che la Cina dovrebbe fare un accordo con gli Usa «perché dovranno farlo», minacciando di aumentare i dazi sull’import Made in China nel caso in cui Xi non lo incontrasse al G20.

«SU HONG KONG COMMENTI USA IRRESPONSABILI E SBAGLIATI»

La Cina, sempre attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, ha anche chiesto agli Stati Uniti di «fermare le interferenze sulle questioni di Hong Kong. Geng lo ha chiesto in risposta ai timori espressi da Washington sulla controversa legge sulle estradizioni in Cina che dal 12 giugno è all’esame del parlamento dell’ex colonia britannica. Gli Stati Uniti sono “estremamente preoccupati”, ha commentato il 10 giugno il Dipartimento di Stato americano, sottolineando che la legge mette a rischio lo status speciale di Hong Kong. Geng, durante la conferenza stampa quotidiana, ha definito «irresponsabili e sbagliati» i commenti di Washington in merito alla legge sulle estradizioni dall’ex colonia verso la Cina. «Chiediamo che la parte Usa sia cauta e fermi le interferenze negli affari di Hong Kong e nelle questioni interne della Cina sotto qualsiasi forma», ha concluso il portavoce.

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