Etichette trasparenti

Redazione
19/01/2011

di Valeria Volponi   D’ora in poi, non correremo più il rischio di comprare invitanti pelati che mostrano sull’etichetta un’immagine...

Etichette trasparenti

di Valeria Volponi

 

D’ora in poi, non correremo più il rischio di comprare invitanti pelati che mostrano sull’etichetta un’immagine del Golfo di Napoli e invece arrivano dalla Cina, o arance spacciate per siciliane ma coltivate in Germania. L’approvazione del Ddl 226 “Disposizioni in materia di etichettatura e qualità dei prodotti alimentari” da parte della Commissione agricoltura della Camera, fissa nuove regole: obbligo d’indicazione dell’origine in etichetta per tutti i prodotti alimentari italiani e segnalazione dell’impiego di ingredienti geneticamente modificati, le più rilevanti.
Ma nei sette articoli del decreto non è trascurato nessun aspetto, compreso quello di evidenziare le denominazioni di origine protetta. Le associazioni dei consumatori cantano vittoria: con l’entrata in vigore della nuova legge, e dei successivi decreti attuativi, verrà garantito ai consumatori il diritto di scegliere prodotti alimentari italiani.

Ecco che cosa cambia, in concreto, e come leggere le nuove etichette:

INDICAZIONE DI ORIGINE. L’obbligo di indicare la provenienza del prodotto esiste già, nel nostro sistema normativo, per carni bovine, prodotti ittici, uova, olio d’oliva, latte fresco, passata di pomodoro, miele. Con il nuovo decreto legge, sull’etichetta di ogni prodotto, trasformato e non, sarà possibile identificare il paese di provenienza. In particolare, i prodotti “grezzi”, non trasformati, evidenzieranno il luogo di origine; quelli trasformati, invece, dovranno rendere chiaro il luogo dell’ultima trasformazione sostanziale e quello di coltivazione o allevamento della materia prima agricola utilizzata in prevalenza.
TUTELA PER IL MADE IN ITALY. In tutti i prodotti “ a miscela”, il caso più classico sono le buste di formaggio grattugiato, sarà evidenziata la percentuale di formaggi a denominazione di origine protetta (dop) presenti, ma solo se in percentuale superiore al 20%. Il consorzio di tutela interessato, se lo ritiene necessario, potrà, basandosi sulla dichiarazione contenuta nell’etichetta, verificare l’effettivo impiego nella percentuale dichiarata. Vietato utilizzare colori, dimensioni e caratteri differenti per sottolineare la presenza dei prodotti dop, per non trarre in inganno il consumatore.
OGM TRASPARENTI. Maggiori garanzie al consumatore anche in materia di Ogm, ossia nell’impiego di sostanze geneticamente modificate, che dovrà essere chiaramente indicato nell’etichetta, qualunque sia il tratto della catena alimentare in cui avviene. Una norma applicata ai prodotti trasformati del tutto, parzialmente o per niente: se una mucca viene alimentata con mangime Ogm, questa indicazione apparirà sull’etichetta del latte che troviamo sullo scaffale del supermercato.
UN VINCOLO SOLO ITALIANO. Attenzione però a non abbassare del tutto la guardia: il nuovo decreto legge ha valenza nazionale e vincola, quindi, soltanto i produttori e i confezionatori italiani. Ma sul nostro mercato continueranno a circolare ancora prodotti legittimamente fabbricati in altri Paesi della Ue privi di indicazione d’origine.