Euro, Berlino studia il Grexit

Barbara Ciolli
24/08/2012

La Germania ha il piano per Atene.

Euro, Berlino studia il Grexit

Non passa vertice ad Atene con i controllori della Troika (Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale) o incontro tra la Grecia e la Germania, che i gruppi di potere finanziari e politici non facciano pressione, sfoderando indiscrezioni e rumor.
Stavolta, per l’incontro bilaterale del 24 agosto tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier greco Antonis Samaras, il tam tam è tutto sul piano preventivo ‘Grexit’: i preparativi della Germania su come bloccare l’effetto domino in caso di prossima uscita di Atene dall’euro.
Il ministero delle Finanze tedesco, ha scritto il Financial Times Deutschland, ha creato un gruppo di lavoro di 10 membri, che si riuniscono periodicamente in date riservate, per «svolgere calcoli» sulle ripercussioni economiche di un ritorno alla dracma e «prepararsi in caso di scenario negativo».
STRETTA DI BERLINO SU SAMARAS. In precedenza, la cancelliera e il potente ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble avevano sempre smentito l’esistenza di un piano in caso di uscita della Grecia dall’Eurozona.
A poche ore dalla riunione tra Merkel e Samaras, un portavoce di Schäuble, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha invece raccontato al quotidiano finanziario tedesco dell’esistenza della task force, «guidata dal viceministro delle Finanze Thomas Steffen e composta da tutti i livelli di gerarchia del tesoro», dagli «esperti dei dipartimenti sui mercati finanziari» ai «rappresentanti delle questioni politiche».

Merkel non arretra con Samaras. Il team anti-contagio di Schäuble

I tedeschi non scherzano, almeno secondo quanto, sembra deliberatamente, si è voluto far filtrare dai vertici di Berlino. Il team è operativo da tempo, forse mesi. E si riunisce con l’obiettivo di isolare gli Stati membri dell’Ue da un possibile contagio greco.
Alla vigilia dell’incontro, Samaras ha promesso che la «Germania riavrà tutti i suoi soldi». Ma ha chiesto anche «un po’ di respiro», cioè «più tempo per attuare le riforme» e «meno speculazioni».
Le possibilità che il governo tedesco gli venga incontro sono scarse. Dopo una riunione tra Merkel e il presidente francese François Hollande, sempre a Berlino, la cancelliera ha invitato Atene a «rispettare gli impegni presi», precisando che le «decisioni su eventuali nuovi aiuti», possono essere prese solo «dopo il rapporto della Troika».
TAGLI ALLA SPESA PER 11,5 MLD. Da Samaras, i creditori istituzionali pretendono tagli alla spesa pubblica per altri 11,5 miliardi di euro tra il 2013 e il 2014. Se le misure, che il governo greco aveva garantito di studiare durante l’estate, non saranno approvate, a settembre la Troika non invierà alla Grecia la prossima tranche del suo pacchetto di aiuti.
Le nuove voci, rimbalzate in Europa, sul gruppo di lavoro tedesco non fanno che aumentare il fiato sul collo sull’esecutivo di Atene, che deve «varare riforme vere». In Germania, economisti contro corrente come Folker Hellmeyer hanno criticato la sistematica pressione dei media tedeschi sulla Grecia, «gettata in pasto ogni tre mesi ai mercati», nonostante sia stata sottoposta alle «più rigide riforme nella storia dei Paesi industrializzati».
L’INCONTRO HOLLANDE-SAMARAS. Intanto, però, l’onda mainstream di ‘Grexit’ monta. Il 25 agosto Samaras ha fissato un incontro con Hollande a Parigi, per la seconda tappa del suo tour europeo. L’Eliseo dovrebbe essere più morbido rispetto a Berlino, il presidente francese ha sì esortato Atene a fare «tutti gli sforzi necessari», ma anche ribadito di volere che la Grecia resti nell’euro.
La cancelliera, invece, è stata più fredda, ha solo rimarcato «l’importanza che tutti rispettino gli impegni». La questua di Samaras a Berlino si preannuncia dura.