Com’è andato l’Eurogruppo del 19 novembre

19 Novembre 2018 15.23
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Lo snodo centrale dell'Eurogruppo del 19 novembre è stato ancora una volta la manovra italiana. Il parere dell'Ue è atteso per mercoledì 21 e la procedura d'infrazione è sul tavolo. «Oggi non discutiamo di Italia all'Eurogruppo, ma stiamo preparando il pacchetto per mercoledì che include le opinioni su tutti i budget, incluso l'italiano, e il follow up alla richiesta dei fattori rilevanti sul debito» ha voluto chiarire il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. In realtà i ministri dei Paesi dell'area Euro hanno esaminato la nuova proposta franco-tedesca per la creazione di un budget dell'Eurozona. «Dobbiamo stare attenti a non mescolare le due cose: la riforma dell'Eurozona e la manovra dell'Italia per il 2019 non si devono sovrapporre o interferire» l'una con l'altra. È stato l'altro là del presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno nel corso della conferenza stampa svoltasi al termine della riunione straordinaria.

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TRIA PROVA A DIFENDERE LA MANOVRA DEL GOVERNO

All'incontro ovviamente era presente anche Giovanni Tria. «Il programma del governo non cambia ma c'è la volontà di discutere», ha detto il ministro dell'economia al termine del vertice. «Penso che uno sforzo debba essere fatto per riportare discussione sulla reale portata del tema», ovvero non solo sul deficit ma la discussione deve «tener presente» che «si conferma un rallentamento dell'economia europea non solo italiana». Anzi, in questo contesto, «l'Italia rallenta meno di altri», ha aggiunto. Il titolare del Mef in particolare si è soffermato sul deficit: «stiamo parlando di scostamenti che non sono grandi. Era necessario aumentare il deficit per fare le cose che il governo riteneva importante, ma certamente non abbiamo sforato i parametri», ha spiegato. «Non vedo pregiudizi anti-italiani», ha concluso Tria, «ma sulle politiche economiche vedo posizioni di altri Paesi molto rigide", però "bisogna considerare che è un periodo elettorale per tutti i Paesi e molti di loro hanno difficoltà politiche interne molto forti mentre in fondo il Governo italiano ha un largo consenso

L'UE PREPARA IL MAXI-RAPPORTO SULL'ITALIA

Mercoledì, come detto, è in arrivo, come tutti i novembre da quando è entrato in vigore il semestre europeo, un maxi-pacchetto di rapporti Ue sull'Italia e gli altri Paesi dell'Eurozona. Questo includerà, oltre alla seconda opinione sulla manovra italiana aggiornata con le previsioni economiche Ue di inizio mese e alla luce della risposta inviata dall'Italia alla prima 'bocciatura', il rapporto sul debito 126.3 ma anche l'analisi degli squilibri macroeconomici e il rapporto sulla crescita. Il rapporto sul debito non implica una immediata apertura di procedura d'infrazione, che dovrebbe in ogni caso passare anche dall'Ecofin. Finora, secondo quanto si apprende, non ci sono stati né sono previsti contatti tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il premier Giuseppe Conte.

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OLANDA: «PREOCCUPATI DA UNA SITUAZIONE CHE COINVOLGE TUTTI»

«Siamo tutti preoccupati per la situazione, chiaramente è una questione che non coinvolge solo l'Italia ma tutti noi siamo una società ed è importante che la Commissione faccia gli interessi di tutti. E noi ascolteremo attentamente», ha detto il ministro olandese dell'economia, Wopke Hoekstra, poco prima del meeting. Per quanto riguarda la proposta franco-tedesca di budget della zona euro, per il ministro «questa proposta è diversa dall'ultima, c'è un link con il bilancio pluriennale e la necessità di spingere le riforme. Restano delle domande, e poi vogliamo sapere che cosa c'è di interesse per l'Olanda», ha concluso.

SCHOLZ: «TUTTI D'ACCORDO SUL BULANCIO DELL'EUROZONA»

«Il 90-95% del lavoro è fatto, resta ancora una parte cruciale da fare ma nel complesso è un successo» la riforma dell'eurozona. È stata la posizione espressa dal ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz in una conferenza stampa congiunta con il collega francese Bruno Le Maire. In particolare, ha spiegato Scholz, «nessuno è stato offeso dalla proposta franco-tedesca ma al contrario tutti sono stati d'accordo e c'è stato un dibattito molto cooperativo». «È stato un ottimo dibattito dove sono stati fatti davvero buoni progressi perché nessuno ha detto 'questo non succederà mai'», ha detto ancora il ministro tedesco. «Oggi sono tutti consapevoli delle debolezze della zona euro, e tutti condividono la necessità di rafforzarla», per questo anche se «restano ancora alcune domande su come il bilancio potrà funzionare» in pratica «abbiamo fatto passi in avanti».

LA MAIRE (FRANCIA): «VOGLIAMO L'EUROBILANCIO ATTIVO NEL 2021»

Il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire ha spiegato che Parigi vuole «che il bilancio dell'eurozona entri in vigore entro il 2021». Il ministro ha sottolineato che si tratta di «una svolta politica maggiore» considerato che «un anno fa non si poteva neanche pronunciare questa parola».

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