La recessione tecnica dell'Italia e il confronto con l'Europa

La recessione tecnica dell’Italia e il confronto con l’Europa

31 Gennaio 2019 10.05
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L'Italia è ufficialmente in recessione tecnica. Lo hanno confermato i dati Istat, dopo l'anticipazione del premier Giuseppe Conte, che hanno registrato la frenata del Pil a -0,2% nel quarto trimestre 2018. La contrazione è per l'economia italiana il peggiore risultato da cinque anni a questa parte. Secondo i dati dell'Istat, per ritrovare un calo simile si deve infatti risalire al quarto trimestre del 2013, quando il Pil segnò appunto un equivalente -0,2%. Sale invece il Pil nel quarto trimestre 2018 in Europa, anche se decisamente in frenata rispetto al 2017: nell'Eurozona aumenta dello 0,2% e nella Ue-28 dello 0,3%.

Nel trimestre precedente era cresciuto rispettivamente di 0,2% e 0,3%. Su base annua il Pil è cresciuto di 1,2% nella zona euro e 1,5% nella Ue-28, in frenata rispetto al +1,6% e +1,8% stimati nel trimestre precedente. Il Pil della Spagna, per fare un esempio, è cresciuto nel quarto trimestre del 2018 dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al quarto trimestre del 2017.

CROLLANO LE BANCHE NELLA BORSA DI MILANO

L'ingresso dell'Italia in una fase di recessione affonda le banche a Piazza Affari dove Banco Bpm cede il 4,2%, Bper il 3,15%, Ubi banca il 3,1%, Unicredit il 2,8%, Mps il 2,6%, Intesa il 2,2% sui timori che la gelata dell'economia possa generare nuovi crediti deteriorati e rendere più difficoltoso lo smaltimento dello stock di sofferenze accumulato sotto la precedente crisi finanziaria.

COS'È LA RECESSIONE TECNICA

Ma cosa significa tecnicamente essere in recessione tecnica? La recessione tecnica è la condizione macroeconomica che si produce quando il Pil di un Paese cala per due trimestri consecutivi. Per recessione si intende invece la diminuzione del Prodotto interno lordo di un Paese in un anno. Indica quindi, in generale, una condizione macroeconomica caratterizzata da livelli di attività produttiva più bassi di quelli che si potrebbero ottenere, se tutti i fattori a disposizione venissero utilizzati completamente e in maniera efficiente.

RENZI E GENTILONI ALL'ATTACCO

«Da quando c'è il nuovo governo l'Italia ha perso 76 mila posti di lavoro (dati ufficiali Istat) e il Pil è per la seconda volta in negativo. Siamo in recessione. Chi vuol bene all'Italia sa che le scelte economiche di Salvini e Di Maio sono sbagliate. Con le nostre scelte quattordici trimestri di crescita, con le loro scelte subito recessione. Stanno portando il Paese a sbattere: cambiamo strada prima che sia troppo tardi», è stata la reazione di Matteo Renzi su Facebook.

Da quando c’è il nuovo Governo l’Italia ha perso 76 Mila posti di lavoro (dati ufficiali ISTAT) e il PIL è per la…

Geplaatst door Matteo Renzi op Donderdag 31 januari 2019

«Siamo ufficialmente in recessione. Assurdo che governo non riconosca le proprie responsabilità. Pericoloso che non faccia nulla per evitare all'Italia una decrescita infelice con più tasse e meno lavoro», scrive l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter.

«I dati Istat sul Pil testimoniano una cosa fondamentale: chi stava al governo prima di noi ci ha mentito, non ci ha mai portato fuori dalla crisi», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa. «Non credo ci sarà bisogno di correggere le stime (per il 2019), nonostante la congiuntura economica difficile» e considerata «anche la guerra dei dazi», ha detto Di Maio. «Credo», ha aggiunto, «che aiutando le fasce più deboli, i pensionati, le pmi e chi cerca lavoro permetteremo un aumento della domanda interna, immettendo 8 miliardi di euro ogni anno e 5 miliardi con il Tfs che entrano nei conti correnti».

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